Siamo stati interrogati più volte sul fatto se facciamo politica ed eventualmente da che parte stiamo.
Oggi sul Secolo XIX, in un articolo di Sonda Coggio, siamo stati citati tra le numerose realtà emergenti a Riomaggiore, siamo contenti di questa citazione, e anche se non era specificata la nostra natura, ci teniamo a chiarire:
Facciamo politica?
Si, se per politica si intende partecipare alla vita politica del nostro comune e nel senso generale della Polis, come partecipazione attiva e paritaria di tutti i cittadini con gli stessi diritti.
La nostra è un associazione culturale, abbiamo iscritti con idee politiche di tutte le direzioni, ma quando si parla del nostro paese questo magicamente scompare e ci troviamo unanimemente solidali nella consapevolezza che il ruolo dell'"Osservatorio Riomaggiore" è estraneo ai giochi di ruolo politici e di potere.
Siamo solo interessati alle modalità e ai risultati che queste aggregazioni, politiche o non, produrranno una volta in gara e poi elette nel comune di Riomaggiore, nei rispettivi ruoli di maggioranza e opposizioni.
A queste entità promettiamo una scrupolosa e meticolosa supervisione esterna, dal basso, più libera e indipendente possibile.
Questa possibilità ci è costituzionalmente garantita, e siamo intenzionati ad esercitare il diritto di controllo e critica cui si espone chi vuole governare.
Non poniamo limiti ai nostri iscritti, se essi vogliono partecipare alla competizione politica, se non quelli previsti dal nostro statuto a garanzia della nostra indipendenza. Come cittadini siamo elettori, e con questo tutti i diritti e doveri annessi.
Sembra che ci vogliamo ritagliare un ruolo facile, ma non lo è, non lo è nemmeno adesso e non lo sarà dopo. Non è facile esporre tematiche difficili, che possono riguardare cittadini e amministrazioni che conosciamo, la forza la troviamo nel fatto che è necessario andare avanti e cambiare per non perire. Se lo facciamo in maniera forte e provocatoria e per ribadire che indietro non si torna.
In questo momento di confusione non ci tiriamo indietro, ci sono ancora mesi alle elezioni e riteniamo che il paese vada informato, vada aiutato nei vari processi di aggregazione e vada tutelata la pace sociale.
Non siamo molto preoccupati di "fare liste", siamo più preoccupati dell'occupazione e dei risvolti sociali di questa crisi. Siamo preoccupati come alcuni partiti si affrettino a occupare i luoghi del potere, e non ad interagire con i dipendenti delle cooperative lasciati ad operazioni di morte lenta e assistita, senza fornire loro un fortissimo e onesto supporto.
Siamo preoccupatissimi che molte persone si parlino a bassa voce, bisbiglino e che lo facciano mentre parlano del FUTURO. Mentre parlano di come ci si possa mettere d'accordo per "andare in comune".
Ci sembra un momento in cui si deve parlare chiaro, anzi chiarissimo!
Se auspichiamo una direzione politica da prendere per noi è facile sapere quale.
Vogliamo gente motivata, assolutamente non coinvolta, di comprovata e assoluta volontà riformatrice.
E come riforma intendiamo l'applicazione alla lettera dei doveri che ha un Sindaco di fronte alla sua cittadinanza, senza pretendere niente in cambio, nemmeno la riconoscenza, e garantendo a tutti lo stesso trattamento previsto dagli ordinamenti.
Pretendiamo che questo lo faccia in trasparenza totale, nell'interesse primo dell'istituzione che rappresenta, del territorio e poi di tutti i cittadini.
Auspichiamo quindi che ci sia una salutare alternanza in futuro, a garantire l'impossibilità della creazione di mafie, rendite di posizione, reti di complicità a vari livelli.
Auspichiamo che i cittadini prendano coscienza, si esprimano come meglio credano, partecipando numerosi, in tutte le forme possibili e si mobilitino per essere autori del proprio futuro.
La buona fede non concede che si esiga due volte la stessa cosa (Giustiniano).
Sezioni del Blog
martedì 7 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
I porci comodi.
Se domandare è lecito, e rispondere è cortesia, avremmo da sottoporre alcuni quesiti al Commissario Cosentino e al Commissario La Rosa.
E' vero che il fondo che ospita l"Agenzia Viaggi del Parco 5 Terre" di Via Battisti a la Spezia è di proprietà della società '"Immobiliare Viani Genny SAS", società che fa a capo alla moglie del Geom. Tarabugi?
E' vero che tale fondo è stato oggetto di ristrutturazione e arredato a spese del comune di Riomaggiore e della Cooperativa "Via Dell'Amore" per svariate decine di migliaia di Euro?
E' vero che la Cooperativa "Via dell'Amore" tutt'ora eroga un affitto mensile alla sopracitata società immobiliare di 1800euro mensili?
E' vero che questi contratti sono stati concordati dall'Ex Sindaco Gianluca Pasini, allora Presidente della "Via Dell'Amore" e quindi avvallati dal relativo consiglio direttivo?
Dall'ordinanza di custodia cautelare, pag.700 (ma in altre pagine anche) leggiamo:
Dalla stessa conversazione si evince che parte della documentazione compromettente è stata cautamente affidata in custodia al Sindaco Gianluca PASINI il quale si è evidentemente prestato, per eludere le indagini, ad occultarla all’interno di una cassaforte lontana dal comune, ubicata nella propria agenzia di viaggi, sita in p.le Cesare Battisti di La Spezia.
E' vero che esistono altri immobili di proprietà della suddetta Immobiliare di cui il Comune di Riomaggiore paga l'affitto?
Non vogliamo sparare sulla Croce Rossa, ma siamo costretti a chiederci, se il Commissario Cosentino giustamente ha facoltà di sospendere il finanziamento alla Cooperativa "Via dell'Amore" per quanto riguarda il capitolo di gestione dell'Asilo Nido, potrebbe anche avere facoltà di esprimersi in questo merito?
E' stato informato di queste situazioni nelle numerose riunioni con i vertici delle Cooperative?
E' ancora moralmente e formalmente lecito foraggiare mensilmente con denaro, anche di origine pubblica, persone coinvolte profondamente nell'inchiesta?
Ancorché questa situazione fosse legale, e sulla quale doverosamente faranno luce Procura e Guardia di Finanza, e se queste informazioni sono di dominio pubblico e a quanto pare ampliamente documentabili, possono le Cooperative, decidere di dirottare denaro agli indagati anziché mettere a disposizione questa liquidità ai dipendenti?
Non sarebbe meglio con questi soldi pagare una maestra del nido anziché gli avvocati al geom. Tarabugi?
E' meglio garantire un servizio come l'asilo o una Agenzia di Viaggi?
Tanto i viaggi li organizza la Polizia Penitenziaria.
giovedì 2 dicembre 2010
Cooperative del Parco: Ricominciamo? - Dino Feliziani risponde.
dino feliziani ha detto..."ma sarebbe bello esseri sicuri che chi deve ristrutturare il nostro territorio avesse tanto tempo a disposizione da dedicare a capire come funziona la nostra terra."
Sarebbe bastato chiedere quanto tempo sto dedicando alla vicenda e quanto, dal 2004, mi sono preso a cuore i vostri problemi. In ultimo sto lavorando gratis, anche per le spese.
Cordialità Feliziani
Innanzitutto ringraziamo per l'attenzione e la gentilezza nel voler rispondere direttamente nel blog in maniera trasparente e diretta.
Siamo certi che capirà bene la tensione sociale che attanaglia la nostra comunità, e certamente comprenderà che è per noi necessario vigilare con la massima attenzione su quanto sta accadendo. Se parliamo di Parco, Cooperative e Comune è perché la cosa ci riguarda di persona. Siamo i residenti in primis a dover capire che strade si stiano prendendo, in quanto siamo noi a poter lavorare in questa realtà e la dobbiamo conservare per i nostri figli (un piccolo inciso personale dovuto, lo scrivente, che presiede questa associazione, ha lavorato dal 2004 al 2009 nelle cooperative e per l'AMP).
Lo stesso discorso lo faremmo se una media azienda privata chiudesse, ma a maggior ragione lo facciamo se di mezzo c'è il patrimonio pubblico gestito da cooperative sociali. Se per cooperazione sociale intendiamo realtà che si adoperano nel territorio, per il territorio e occupano gente del territorio. Se parliamo di cooperative che socializzano utili, servizi e competenze e non solo il rischio.
Noi non sappiamo di preciso cosa Lei abbia fatto dal 2004 in poi, il punto è proprio perché non abbiamo idea di cosa sia stato fatto, formalizzato, legiferato, programmato, finanziato etc. Non abbiamo idea di nulla, di convenzioni e di bilanci.
Senza irriconoscenza o astio, che non ci appartengono, oggi non possiamo più firmare deleghe in bianco. Se lo abbiamo fatto prima, ora non possiamo vivere senza sapere tutto, rifiutiamo quindi che chi gestisce lo faccia in una concezione settecentesca per cui "il popolo è sempre adolescente" e a decidere sono sempre i parrucconi. Capirà bene che la posta in gioco per i residenti che basano la loro sussistenza nel progetto Parco o che ne ricevono i servizi è alta. Non possiamo lasciare che la situazione ci sfugga e vada in mani sconosciute, sarebbe ingiusto anche per chi tanto ha lavorato.
Non possiamo stare a guardare senza nessuno che ci informi, col timore che domani appaia la "Global-social-consulting-service" di turno a gestire casa nostra con concessioni, convenzioni o consorzi di cui non si sa nulla di nulla. I ragazzi che lavorano devono essere seguiti per benino ed ascoltati, ci risulta che non siano prese in considerazione voci che chiedono una verifica degli assetti dirigenziali, condizione per moltissimi, a quanto pare, per dare serenità al processo in atto.
Come possibile che c'è gente che da Luglio non prende lo stipendio e adesso viene fuori che non ci sono nemmeno i contributi pagati (Secolo XIX di oggi)? E che lo debbano sapere dai giornali?
Noi non abbiamo pretese o interessi, vogliamo solo seguire attentamente i fatti in corso e tutelare quanto possibile gli interessi e il patrimonio della comunità.
Lei è un tecnico, e le questioni di politica e relazioni con la popolazione giustamente La riguardano meno, ma chi di competenza ha il ora dovere di parlare a tutta la popolazione congiunta, residenti e dipendenti. Da questo piccolo blog facciamo appello al Commissario Cosentino e al Commissario La Rosa che indìcano un'assemblea pubblica e illustrino lo stato di fatto e le prospettive delle cose.
Le rendiamo atto del fatto che Lei stia lavorando gratuitamente per la nostra comunità, Le fa onore. Ma ci permetta una benevola battuta, noi d'ora in avanti a Caval Donato guardiamo in bocca.
Cordiali e sinceri saluti,
a nome dell"Osservatorio Riomaggiore"
Alessandro Palermo
mercoledì 1 dicembre 2010
Chi saranno mai...
Per la gioia di grandi e piccini, per tutti quelli che ci hanno scritto, telefonato e fermato per strada.
Per tutti quelli che morbosamente hanno grattato con unghiette da roditore sul blog, domandando agli amici e ai nemici, nemmeno chiedendosi cosa stessimo scrivendo, o dicendoci se piace o no.
Per tutti quelli che hanno letto, che ci hanno appoggiato e ci hanno mandato messaggi di auguri e benvenuto.
Per quelli che pensavano che ci fosse chissà chi e per quelli che pensano che chissà cosa vogliamo:
Siamo un gruppo di gente varia, lavoratori, studenti universitari, pensionati, marittimi, operatori turistici, disoccupati, pescatori, cacciatori, contadini, e pure tutti incensurati.
Ci batteremo senza tregua per l'interesse di tutti, ma soprattutto per quello dei più piccoli, ai quali la prima cosa che insegneremo è che non si vive col piede sul collo e sotto la cappella di nessuno!
Perché non si vive di solo pane e non c'è prezzo sufficiente a rinnegare quello che pensiamo!
E a quelli che non la pensano come noi diciamo:
Per tutti quelli che morbosamente hanno grattato con unghiette da roditore sul blog, domandando agli amici e ai nemici, nemmeno chiedendosi cosa stessimo scrivendo, o dicendoci se piace o no.
Per tutti quelli che hanno letto, che ci hanno appoggiato e ci hanno mandato messaggi di auguri e benvenuto.
Per quelli che pensavano che ci fosse chissà chi e per quelli che pensano che chissà cosa vogliamo:
Siamo un gruppo di gente varia, lavoratori, studenti universitari, pensionati, marittimi, operatori turistici, disoccupati, pescatori, cacciatori, contadini, e pure tutti incensurati.
Ci batteremo senza tregua per l'interesse di tutti, ma soprattutto per quello dei più piccoli, ai quali la prima cosa che insegneremo è che non si vive col piede sul collo e sotto la cappella di nessuno!
Perché non si vive di solo pane e non c'è prezzo sufficiente a rinnegare quello che pensiamo!
E a quelli che non la pensano come noi diciamo:
Disapprovo quello che dici,
ma difenderò fino alla morte
il tuo diritto a dirlo.
Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire
Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire
Disponibili e aperti a tutti quelli in buonafede, che vogliono contribuire in maniera sana e costruttiva al confronto necessario per rinascita, lo sviluppo e il miglioramento della nostra comunità:
Associazione Culturale Osservatorio Riomaggiore
Consiglio direttivo:
Presidente Alessandro Palermo
Segretario Simone Castiglione
Tesoriere Lea Sturlese
Consigliere Giacomo Natale
Consigliere Giuliano Andreani
Via Telemaco Signorini 506
Riomaggiore
Per incontrare noi e tutti gli altri, per parlare e discutere di quello che potrà essere il futuro, e cercare di capire come possiamo fare il bene del paese dove siamo nati e vissuti non esitate a contattarci.
martedì 30 novembre 2010
Sono finite le fatture! Diamogli il Presepe!
Ma a che gioco giochiamo?
La presenza del commissario Cosentino si fa sempre più eterea sul territorio, per avere sue parole dobbiamo attendere che i giornali lo interpellino.
Da Città della Spezia dobbiamo venire a sapere cosa pensa del territorio, dell'Asilo Nido e dei lavoratori delle cooperative?
Dal SECOLO XIX sappiamo che questi lavoratori sono giustamente incazzati neri.
Non prendono gli stipendi da Luglio e non fanno le fatture?
Ma stiamo scherzando!!!
Ma dove sono questi dirigenti così attenti alle esigenze delle territorio e dell'occupazione?
Dove sono questi dirigenti che quando c'era da far fatture per la regione ne facevano in abbondanza e adesso che c'è da far mangiar la gente latitano?
Caro commissario sia sollecito, li chiami, li metta di fronte alle responsabilità, così che abbiano la possibilità di eventualmente togliersi dall'imbarazzo.
Darebbe un segnale importante, ascoltando le voci dei numerosi dipendenti che chiedono una doverosa discontinuità.
Tra poco è Natale e a quanto pare non c'è solo il presepe di cui avere l'onere e il dovere di portare avanti.
La presenza del commissario Cosentino si fa sempre più eterea sul territorio, per avere sue parole dobbiamo attendere che i giornali lo interpellino.
Da Città della Spezia dobbiamo venire a sapere cosa pensa del territorio, dell'Asilo Nido e dei lavoratori delle cooperative?
Dal SECOLO XIX sappiamo che questi lavoratori sono giustamente incazzati neri.
Non prendono gli stipendi da Luglio e non fanno le fatture?
Ma stiamo scherzando!!!
Ma dove sono questi dirigenti così attenti alle esigenze delle territorio e dell'occupazione?
Dove sono questi dirigenti che quando c'era da far fatture per la regione ne facevano in abbondanza e adesso che c'è da far mangiar la gente latitano?
Caro commissario sia sollecito, li chiami, li metta di fronte alle responsabilità, così che abbiano la possibilità di eventualmente togliersi dall'imbarazzo.
Darebbe un segnale importante, ascoltando le voci dei numerosi dipendenti che chiedono una doverosa discontinuità.
Tra poco è Natale e a quanto pare non c'è solo il presepe di cui avere l'onere e il dovere di portare avanti.
Cinque terre - riviera di levante: quattro mesi stipendi ed futuro cupo certezze sentimento imperante duecento lavoratori cooperative lavorano parco cinque terre sono pronti inscenare
lunedì 29 novembre 2010
Per alcuni è finita... per noi è appena cominciata.
Senza ipocrisie, ci sono molti che inneggiano ad un 25 aprile, o che pensano che c'era un "regime" che è stato sconfitto.
Per questo pensano che adesso il territorio è libero, che il cattivo era solo "lui" e che adesso saranno tutte rose e fiori in nome della democrazia.
Noi, umilmente riteniamo che non è il momento di abbassare la guardia e non apprezziamo chi usa ora termini dispregiativi, a cominciare dai giornalisti che tanto lusingavano, ai politici che compiacevano, ai cittadini che non hanno mai contribuito a nulla ma solo spettegolato bisbigliando senza prendersi responsabilità di critiche oggettive.
Nemmeno alla luce dei fatti, che sono gravissimi soprattutto dal punto di vista sociale, in una realtà piccola come la nostra, riteniamo che si possa gioire della caduta del cosiddetto "regime".
Se parliamo del passato è perché non ne possiamo fare a meno se vogliamo capire il presente e quindi guardare al futuro.
Ci limitiamo a usare il termine "sistema", dato che il commissario Cosentino così l'ha definito.
Senza ipocrisie, dunque, perché è dovuto, se vogliamo mantenere il ragionamento limpido, c'è da dire che il "sistema" ha garantito a molti una serie di situazioni positive o negative.
Il "sistema" ha garantito un certo ritmo economico, sociale e occupazionale, forse purtroppo alla fine insostenibile.
Il "sistema" ha garantito una discreta protezione da potenziali entità invasive esterne che avrebbero potuto modificare il territorio in una maniera speculativa classica. Forse il "Villaggio Europa" rappresenta la prima sconfitta ideologica di cui il sistema ha sofferto, lasciando che, forse non avendo altra scelta, forze esterne azzannassero il territorio.
Di fatto la bocciatura del Tar rispetto alla realizzazione del Villaggio Europa sarebbe dovuta essere una vittoria ideale del Parco nella veste di garante del territorio, seppur di fatto è stata la prima vittoria di chi si gli si opponeva.
Testimoniano i fatti odierni di Monterosso che il territorio è costantemente sotto attacco.
Il "sistema" ha garantito, fino ad un certo momento, un livello di originalità e tipicità che solo una persona del posto poteva assicurare.
Dunque è stato garantito un certo equilibrio generale, senza doversi addentrare nel dettaglio di altri aspetti.
Il potenziale delle Cinque Terre, creato dagli antenati, combinato ad un impegno ed una volontà solida che nessuno può discutere e alle nuove possibilità del turismo globale, hanno creato una realtà florida in un territorio quasi vergine e quindi reso molto molto appetibile.
Dopo il cataclisma successo il problema adesso qual'è?
Si fa presto a dire che d'ora in poi gli amministratori saranno espressi dal popolo e che lo sguardo al futuro debba essere pervaso di ottimismo.
Riteniamo invece che il territorio sia al momento esposto a innumerevoli rischi e del tutto privo di anticorpi.
Sia ora, che siamo in mano a due commissariamenti, sia in futuro, quando le responsabilità saranno assegnate dalle nomine politiche e dai burocrati per quando riguarda il Parco, e dagli elettori per quanto riguarda il Comune, nella speranza di avere liste dignitose.
Siamo socialmente deboli, da troppo tempo ci si è disinteressati delle cose e non si è lavorato alla creazione di figure preparate alla gestione del Comune e del complesso di relazioni che regolano la vita di una comunità.
Parliamo di associazioni di categoria, di comitati civici, di associazioni di cittadini consapevoli delle modalità di confronto tra loro stessi e le istituzioni.
Bisognerà tutelarci dalle ingerenze esterne, dai comitati di affari legati alla politica e all'impresa senza scrupoli, dai burocrati che da qualche ministero ci diranno come dobbiamo comportarci in casa nostra, perché fin'ora dei Parchi veri abbiamo visto poco.
Aggiungiamo che bisognerà anche tutelarci da noi stessi, in modo che non siano l'avidità o l'egoismo a viziare le nostre scelte per il nostro avvenire.
Bisognerà saper tutelare il pescatore quanto l'affittacamere, il commerciante quanto il dipendente della cooperativa, il cittadino che lavora a Spezia quanto il turista, il pensionato quanto il nascituro, il muretto quanto lo scoglio e via così.
Per questo, ma per molte altre cose che non auspichiamo, riteniamo che questa volta bisogna fare uno sforzo in più.
Anche per non perdere quello che di buono esiste e se possibile innovarlo, migliorarlo e garantirlo a tutti.
Bisogna serenamente intraprendere questo percorso, perché questa volta dobbiamo far sì non ci siano fazioni, che non si dovrà stare di qua o di là.
Non ci dovrà essere spazio per i personalismi, per i rancori o le simpatie e per gli atti di "sottomissione".
Le motivazioni sono mille, ma basta guardare negli occhi i propri padri e i propri figli per capire quello che c'è da fare e per capire quello che non permetteremo che accada nuovamente.
"Osservatorio Riomaggiore", in questo momento di transizione in terra di nessuno, vuole contribuire a gettare le basi per il nuovo, che irrimediabilmente avanza.
Per chiarire a chi dice "Aua cusi vonun 'sti chi?".
Per questo pensano che adesso il territorio è libero, che il cattivo era solo "lui" e che adesso saranno tutte rose e fiori in nome della democrazia.
Noi, umilmente riteniamo che non è il momento di abbassare la guardia e non apprezziamo chi usa ora termini dispregiativi, a cominciare dai giornalisti che tanto lusingavano, ai politici che compiacevano, ai cittadini che non hanno mai contribuito a nulla ma solo spettegolato bisbigliando senza prendersi responsabilità di critiche oggettive.
Nemmeno alla luce dei fatti, che sono gravissimi soprattutto dal punto di vista sociale, in una realtà piccola come la nostra, riteniamo che si possa gioire della caduta del cosiddetto "regime".
E' una sconfitta per tutti, ma soprattutto per chi aveva fiducia nel progetto.
Ora il momento invece di essere al massimo attivi sul territorio, e di finalmente interessarsene in prima persona.
Se parliamo del passato è perché non ne possiamo fare a meno se vogliamo capire il presente e quindi guardare al futuro.
Ci limitiamo a usare il termine "sistema", dato che il commissario Cosentino così l'ha definito.
Senza ipocrisie, dunque, perché è dovuto, se vogliamo mantenere il ragionamento limpido, c'è da dire che il "sistema" ha garantito a molti una serie di situazioni positive o negative.
Il "sistema" ha garantito un certo ritmo economico, sociale e occupazionale, forse purtroppo alla fine insostenibile.
Il "sistema" ha garantito una discreta protezione da potenziali entità invasive esterne che avrebbero potuto modificare il territorio in una maniera speculativa classica. Forse il "Villaggio Europa" rappresenta la prima sconfitta ideologica di cui il sistema ha sofferto, lasciando che, forse non avendo altra scelta, forze esterne azzannassero il territorio.
Di fatto la bocciatura del Tar rispetto alla realizzazione del Villaggio Europa sarebbe dovuta essere una vittoria ideale del Parco nella veste di garante del territorio, seppur di fatto è stata la prima vittoria di chi si gli si opponeva.
Testimoniano i fatti odierni di Monterosso che il territorio è costantemente sotto attacco.
Il "sistema" ha garantito, fino ad un certo momento, un livello di originalità e tipicità che solo una persona del posto poteva assicurare.
Dunque è stato garantito un certo equilibrio generale, senza doversi addentrare nel dettaglio di altri aspetti.
Il potenziale delle Cinque Terre, creato dagli antenati, combinato ad un impegno ed una volontà solida che nessuno può discutere e alle nuove possibilità del turismo globale, hanno creato una realtà florida in un territorio quasi vergine e quindi reso molto molto appetibile.
Dopo il cataclisma successo il problema adesso qual'è?
Si fa presto a dire che d'ora in poi gli amministratori saranno espressi dal popolo e che lo sguardo al futuro debba essere pervaso di ottimismo.
Riteniamo invece che il territorio sia al momento esposto a innumerevoli rischi e del tutto privo di anticorpi.
Sia ora, che siamo in mano a due commissariamenti, sia in futuro, quando le responsabilità saranno assegnate dalle nomine politiche e dai burocrati per quando riguarda il Parco, e dagli elettori per quanto riguarda il Comune, nella speranza di avere liste dignitose.
Siamo socialmente deboli, da troppo tempo ci si è disinteressati delle cose e non si è lavorato alla creazione di figure preparate alla gestione del Comune e del complesso di relazioni che regolano la vita di una comunità.
Parliamo di associazioni di categoria, di comitati civici, di associazioni di cittadini consapevoli delle modalità di confronto tra loro stessi e le istituzioni.
Bisognerà tutelarci dalle ingerenze esterne, dai comitati di affari legati alla politica e all'impresa senza scrupoli, dai burocrati che da qualche ministero ci diranno come dobbiamo comportarci in casa nostra, perché fin'ora dei Parchi veri abbiamo visto poco.
Aggiungiamo che bisognerà anche tutelarci da noi stessi, in modo che non siano l'avidità o l'egoismo a viziare le nostre scelte per il nostro avvenire.
Bisognerà saper tutelare il pescatore quanto l'affittacamere, il commerciante quanto il dipendente della cooperativa, il cittadino che lavora a Spezia quanto il turista, il pensionato quanto il nascituro, il muretto quanto lo scoglio e via così.
Per questo, ma per molte altre cose che non auspichiamo, riteniamo che questa volta bisogna fare uno sforzo in più.
Anche per non perdere quello che di buono esiste e se possibile innovarlo, migliorarlo e garantirlo a tutti.
Bisogna serenamente intraprendere questo percorso, perché questa volta dobbiamo far sì non ci siano fazioni, che non si dovrà stare di qua o di là.
Non ci dovrà essere spazio per i personalismi, per i rancori o le simpatie e per gli atti di "sottomissione".
Le motivazioni sono mille, ma basta guardare negli occhi i propri padri e i propri figli per capire quello che c'è da fare e per capire quello che non permetteremo che accada nuovamente.
"Osservatorio Riomaggiore", in questo momento di transizione in terra di nessuno, vuole contribuire a gettare le basi per il nuovo, che irrimediabilmente avanza.
Per chiarire a chi dice "Aua cusi vonun 'sti chi?".
domenica 28 novembre 2010
Le Cinque Terre son così lontane da non vedere?
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| Riomaggiore visto da Vernazza |
Apprendiamo dell’intervista sulla Nazione di oggi di Leonardini, uomo di punta del sistema parco e dunque interessato in prima persona alle ricadute politiche di Parcopoli.
Aldilà del fatto che gli esiti delle indagini abbiano o meno ricadute giudiziare, Leonardini ha il dovere etico di chiarire a tutti i cittadini come, sotto il suo monitoraggio nella veste di Presidente della Comunità del Parco, si sia determinata la degenerazione che ha causato gli eventi visti.
Noi siamo i primi ad essere interessati a salvaguardare i posti di lavoro e a rilanciare le cooperative, ma in modo tale che la malafede politica e l’incapacità gestionale non debbano più comportare conseguenze drammatiche per i lavoratori e per le loro famiglie. Siamo noi cittadini figli di nessuno, a dover cercar lavoro e a sperare che la classe dirigente ce ne conceda doverosamente il diritto e la possibilità di conservarlo.
Se i sindacati non avessero soccorso i lavoratori, caro Leonardini, che cosa sarebbe successo?
Come Presidente della Comunità del Parco, ha il dovere di rispondere e di non separare il territorio di Riomaggiore da quello di Vernazza, perché entrambi ricadono formalmente sotto la sua responsabilità.
Responsabilità gestita in modo talmente rigoroso, attento e rispettoso verso gli abitanti, da aver comportato in un giorno la crisi occupazionale più imprevedibile e sconvolgente di tutta la provincia senza che Lei avvertisse il bisogno di puntualizzare alcune cose, tra cui il mancato funzionamento del controllo da parte della Comunità del Parco..
Di questo e della sua buona fede i cittadini la ringraziano, sperando che in futuro il senso delle sue dichiarazioni non dovrà emergere davvero e chiaramente per quello che potrebbe essere, cioè una fuga inspiegabile davanti alle circostanze illegittime che Lei ha forse concorso a determinare, non fosse altro per omissione colposa, nella funzione di controllo di cui Lei è responsabile.
Ci sembra troppo facile adesso dichiarare semplicemente, e con freddezza, che se la ex-dirigenza del Parco ha responsabilità pagherà e che il problema è solo a Riomaggiore, in quanto Lei era il garante di tutta la comunità delle Cinque Terre.
Troppo facile e ingiusto, scaricare solo sull'ex-presidente tutte le responsabilità, riconoscendogli si i meriti, ma lasciandolo nell'oblio del problema, quando invece nel passato Lei si affannava nello stargli al passo, illuminato da luce riflessa.
Aggiungiamo che, perché è da spunto per future riflessioni, forse l'ex-presidente sarebbe stato aiutato se avesse avuto vicino uomini o donne più incisivi e responsabili nel loro ruolo.
Aggiungiamo che, perché è da spunto per future riflessioni, forse l'ex-presidente sarebbe stato aiutato se avesse avuto vicino uomini o donne più incisivi e responsabili nel loro ruolo.
Barrani (Prc): "Devono emergere le verità di Vernazza e Monterosso"
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