La buona fede non concede che si esiga due volte la stessa cosa (Giustiniano).
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lunedì 18 aprile 2011
560 volte NO!
560 cittadini di Riomaggiore, Manarola, Volastra e Groppo hanno firmato la nostra petizione che chiedeva il non reintregro del Geometra inquisito Graziano Tarabugi.
Questa mattina la lettera e le firme sono state portate in Comune, protocollate e consegnate al Commissario La Rosa.
Abbiamo iniziato il 13 aprile di pomeriggio, e ancora mentre andavamo in Comune c'è stata gente che ci ha rincorso per poter apporre la propria firma all'ultimo minuto.
Hanno firmato solo residenti e persone che hanno immobili e attività in loco.
Non una singola firma estranea alla comunità è stata coinvolta.
Nelle persone non c'è stata incertezza, e addirittura alcuni anziani ci hanno chiesto di raggiungerli in casa in quanto impossibilitati ad uscire.
Proprio nella gente di una certa età abbiamo notato l'assoluta fermezza e la piena coscienza di quanto stessero facendo.
Abbiamo visto gente che alla firma le mani hanno smesso di tremare e un sorriso di sollievo ha illuminato il volto.
Questo ci ha particolarmente emozionato.
Molta gente ci ha raccontato vicissitudini e umiliazioni di anni.
Ci hanno raccontato dei loro enormi sacrifici fatti, dello sforzo di migliorare le loro proprietà secolari con soldi guadagnati onestamente con vite di lavoro duro.
Ci hanno raccontato quanto e per quanto tempo le loro famiglie sono state private della serenità.
Qui non parliamo di reati, parliamo di spregio e disprezzo della gente.
Quanto sentito ha conferito e trasmesso anche a noi maggiore consapevolezza e forza.
A questi dedichiamo questa nostra iniziativa.
Alla consegna delle firme il Commissario La Rosa ha espresso apprezzamento per la nostra iniziativa, in quanto è segno di una rinascita della società civile.
Il Commissario si è mostrato molto sensibile alle nostre tematiche, e assolutamente documentato e cosciente nella specifica materia della nostra istanza.
Non possiamo dire con certezza se anche la nostra iniziativa sia stata determinante nella decisione presa dal Commissario, in quanto egli stesso è impegnato e motivato nel duro lavoro del ripristino della legalità e della normalità all'interno del nostro Comune.
Come dire, abbiamo sfondato una porta aperta.
E questa sensazione ci ha fatto percepire che la decisione potrebbe essere in linea alle nostre aspettative e richieste.
Se così fosse la persona in questione ricorrerà dunque al Giudice del Lavoro (non al TAR come da noi erroneamente ritenuto), e il suo rientro sarà forse possibile eventualmente in un futuro, solo dopo aver passato tutti gli iter dovuti, e sempre sotto la discrezionalità del Sindaco per quanto riguarda il ruolo che assumerà.
Salvo il fatto che da parte dei Tribunali, in caso di condanna, siano possibili decisioni ben più nette e risolutive della cosa.
Il Commissario,non entrando in materia politica, ha auspicato che, data la grave situazione, la futura amministrazione dovrà essere quanto più possibile ispirata alla legalità, alla trasparenza e alla determinazione di rendere impossibili rigurgiti di sorta.
Ci ha detto che sono stati fatti danni fatti gravissimi e necessiterà un impegno che va al di là delle normali attività di una amministrazione, ma chi dovrà amministrare si troverà di fronte un lavoro praticamente a tempo pieno, difficoltoso dal punto di vista normativo, legale e decisionale.
Ringraziamo il Commissario per il tempo che ci ha dedicato, e durante il quale ci ha illustrato anche molte altre cose.
Ringraziamo quanti hanno firmato quanti ci hanno sostenuto e sollecitato in questi giorni, che non sono ancora sereni.
Ribadiamo che questa iniziativa non è tanto "contro" qualcuno, e cioè il geometra, ma è contro al fatto che non siamo più disposti ad accettare che qualcosa di simile a quello che abbiamo vissuto si possa ripresentare in questo paese, contro la nostra gente e le nostre famiglie.
Di questo assicuriamo una determinazione massima e totale che va al di la di tutto il resto.
giovedì 13 gennaio 2011
I Floridi Porci Comodi

Come diceva qualcuno forse a pensare male spesso ci s'azzecca.
Avevamo iniziato il nostro post dedicato all'ufficio dove é delocalizzato lo sportello catastale di Riomaggiore, in via Pecunia, moderando le "maldicenze" che vedevamo il Geom. Tarabugi proprietario del fondo.
Siccome si cerca sempre di fare un lavoro corretto abbiamo curiosato al catasto e avevamo appurato che la proprietà era di Banca UBI, da qui il titolo del post UBI maior minor cessat... Ma chi paga?, in quanto si riteneva erroneamente che il fondo in questione fosse semplicemente passato di mano da un'immobiliare ad un altra, e dato che non erano apparentemente emerse società intestate ai soliti noti ci eravamo quasi arenati.
Poi un nostro prezioso lettore ci ha dato un suggerimento, e cioè che l'immobile é effettivamente intestato a Banca UBI, ma alla divisione Immobiliare LEASING.
Quindi il proprietario é si la banca, ma in via provvisoria, fino a che l'usufruttuario finisce di pagare il LEASING.
Nel contempo chi usa il fondo può destinare ad altri l'utilizzo, quindi mettendoci dentro un inquilino, e semplicemente l'intestatario del LEASING può percepire un affitto, e con questo pagare le rate alla banca.
Specialmente se c'é un inquilino tranquillo ed affidabile, a questo punto si può dormire tranquilli, dopo un certo numero di anni l'immobile diventerà il nostro, senza che noi dobbiamo sborsare un euro.
A Riomaggiore, quale inquilino migliore del COMUNE DI RIOMAGGIORE si poteva trovare?
Appurato che chi voleva comprarsi il fondo voleva utilizzare l'affitto pagato dal Comune, adesso bisognerebbe capire chi é che voleva fare questa florida operazione immobiliare.
Bene, sembrerebbe che l'intestatario del LEASING sarebbe la società "Immobiliare Viani Genny SAS", già citata nel nostro post I porci comodi, che scrivemmo tempo fa, in merito all'Agenzia Viaggi del Parco Nazionale Cinque Terre.
A quanto risulterebbe, la suddetta società farebbe capo alla moglie del Geom. Tarabugi.
Quest'ultimo, appena uscito qualche giorno fa da Villa Andreino, ha dichiarato, al SecoloXIX, che i beni immobili posti sotto sequestro cautelativo dalla Procura, sarebbero frutto della florida attività delle moglie.
Adesso le considerazioni da fare quali sono?
Forse, a parte un osceno conflitto di interessi, forse non si palesano reati, sul fatto che la suddetta società immobiliare abbia comprato un fondo a Riomaggiore con un LEASING, e che lo abbia affittato, e che questo inquilino sia il Comune di Riomaggiore.
Peró viene spontaneo chiedersi quale pazzo Sindaco concederebbe un affitto, per un fondo totalmente inutile, dato che le attività dello sportello potevano essere svolte in Comune, ad una società della moglie del responsabile del suo Ufficio Tecnico.
Basta leggere il post dedicato a questo, per accedere alla convenzione firmata dall'allora Sindaco.
Purtroppo, allo stato delle cose, appare chiara la limitata discrezionalità decisionale a cui era stata ridotta questa figura istituzionale.
Insomma, nel contesto generale, queste operazioni sono state possibili per la deriva totale nel nostro comune, ma di certo non sono state fatte senza che gli attori principali che operavano ne fossero all'oscuro.
Insomma se queste cose sono successe é perché é stato concesso che succedessero, e forse a fronte di un'oscura contropartita.
Qui non é un discorso occupazionale, dato che gli impiegati in tale uffici avrebbero potuto svolgere il compito preposto direttamente nel palazzo comunale.
Questo é oltretutto ripetuto per quanto riguarda l'Agenzia di Viaggi, quindi con una volontà di mungere tutto quello possibile, a discapito delle tasche anche delle cooperative che ora sono in un mare di disgrazie.
Insomma parte di questo florido modo di fare impresa é stato pagato con le finanze del Comune di Riomaggiore e delle Cooperative del Parco Nazionale Cinque Terre, difficile pensare che l'anello di collegamento tra queste due realtà non abbia una responsabilità quantomeno morale.
Responsabilità che forse anche l'apparato di funzionari che tutt'ora opera in comune dovrebbe sentire, vergognosamente.
Sarà forse per questo, se è vero, ma molte persone sarebbero sicure di averlo sentito e sarebbero pronte a confermarlo, che il Geom.Tarabugi sembra amasse dire la seguente frase?
A quelli di Riomaggiore gli piace prenderlo nel culo, e più spingi più gli piace.
Pensando a chi siano quelli di Riomaggiore, i primi che ci vengono in mente sono i nostri padri, le nostre madri, i nostri figli, i nostri fratelli, e infine pure noi.
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mercoledì 5 gennaio 2011
UBI maior, minor cessat, ma chi paga?
Tra sussurri, voci incontrollate la caccia al tesoro si fa serrata.
Da tempo ormai si dice che l'immobile in cui ha sede lo sportello catastale a Riomaggiore, nel Piazzale della Chiesa, sia di proprietà di una delle società collegate al Geom. Tarabugi.
Ci sentiamo di spezzare una lancia in favore di Tarabugi, in quanto egli potrebbe essere destinato ad essere il capro espiatorio di molte cose, essendo la persona meglio sponsorizzata nel ruolo di "cattivo".
Dunque torniamo al nostro ufficio catastale.
Tempo addietro l'Agenzia del Territorio ha creato a livello nazionale la possibilità di avere Sportelli Decentrati, creando dei protocolli di intesa con i comuni.
Questo dettato da esigenze varie, tra cui la legge 267/2000, e dalle possibilità di informatizzazione attuali.
In genere questo servizio viene fatto direttamente all'interno del comune.
Per cui i comuni generalmente mettono a disposizione il personale (che è personale comunale formato dai tecnici del catasto centrale) e le apparecchiature necessarie (computer collegato ad internet, stampante e telefono).
Comunque per chi ha voglia di farlo si può leggere il protocollo di intesa, presente nel sito del Comune di Riomaggiore.
Tale documento è protocollato al numero 10300 il 3 dicembre 2008 (prendiamolo per buono).
Come si nota nel sito dell'Agenzia del Territorio di La Spezia tutti i comuni della provincia hanno presso la loro sede lo sportello catastale (persino a Manarola), mentre a Riomaggiore si legge questo:
Comune di Riomaggiore:
tel. 0187 760211 fax 0187 920866
Riomaggiore (nei locali del Parco Nazionale delle Cinque Terre)
via Pecunia (Piazzale della Chiesa)
martedì e sabato dalle ore 09.00 alle ore 12.00
Da tempo ormai si dice che l'immobile in cui ha sede lo sportello catastale a Riomaggiore, nel Piazzale della Chiesa, sia di proprietà di una delle società collegate al Geom. Tarabugi.
Ci sentiamo di spezzare una lancia in favore di Tarabugi, in quanto egli potrebbe essere destinato ad essere il capro espiatorio di molte cose, essendo la persona meglio sponsorizzata nel ruolo di "cattivo".
Dunque torniamo al nostro ufficio catastale.
Tempo addietro l'Agenzia del Territorio ha creato a livello nazionale la possibilità di avere Sportelli Decentrati, creando dei protocolli di intesa con i comuni.
Questo dettato da esigenze varie, tra cui la legge 267/2000, e dalle possibilità di informatizzazione attuali.
In genere questo servizio viene fatto direttamente all'interno del comune.
Per cui i comuni generalmente mettono a disposizione il personale (che è personale comunale formato dai tecnici del catasto centrale) e le apparecchiature necessarie (computer collegato ad internet, stampante e telefono).
Comunque per chi ha voglia di farlo si può leggere il protocollo di intesa, presente nel sito del Comune di Riomaggiore.
Tale documento è protocollato al numero 10300 il 3 dicembre 2008 (prendiamolo per buono).
Come si nota nel sito dell'Agenzia del Territorio di La Spezia tutti i comuni della provincia hanno presso la loro sede lo sportello catastale (persino a Manarola), mentre a Riomaggiore si legge questo:
Comune di Riomaggiore:
tel. 0187 760211 fax 0187 920866
Riomaggiore (nei locali del Parco Nazionale delle Cinque Terre)
via Pecunia (Piazzale della Chiesa)
martedì e sabato dalle ore 09.00 alle ore 12.00
I suddetti locali in Via Pecunia, sarebbero in uso al Parco e non al Comune?
Però chi è il proprietario dell'immobile, dato che questo preme sapere ai nostri lettori?
Bene, dal 24 settembre 2008, il proprietario dell'immobile è UBI LEASING SPA, con sede in Brescia.
Ebbene si, l'immobile in cui ha sede il nostro sportello catastale è di una banca.
Chiaramente l'immobiliare che fa capo al gruppo UBI ha anche sede a La Spezia, verrebbe strano pensare che da Brescia siano venuti a comprare un fondo di 1,5 vani, che poi fondo non è in quanto trattasi di categoria A4.
E comunque se l'inquilino dentro c'era già, sono stati fortunati, anziché del solito focacciaro sfigato possono contare su di un bell'affitto tranquillo da parte di un ente pubblico.
Quindi i nostri cacciatori di misteri sono delusi?
Forse una domanda ci sarebbe, la questione forse alla fine non è di chi è il fondo, ma è per quale ragione un ente pubblico dovrebbe pagare l'affitto di una locale che non gli serve?
Per quale ragione un comune deve dare dei soldi ad una banca?
Il servizio potrebbe essere svolto all'interno del comune, risparmiando un affitto e dedicando tale risorsa economica alla manutenzione del proprio patrimonio immobiliare, come le cadenti Scuole Elementari, ad esempio, o ad altri servizi sociali di competenza comunale.
Poi alla fine non sappiamo chi lo paga questo affitto, se lo paga il comune, il parco o le cooperative, dato che nel sito dell'Agenzia del Territorio viene indicato come "locale del Parco Nazionale".
Quindi la domanda dovrebbe essere:
Chi paga?
Tranquilli, tanto paghiamo sempre tutti, a guadagnarci invece forse sono in molti meno.
venerdì 31 dicembre 2010
3.000.000 per me posson bastare?
Dal Secolo XIX del 30 dicembre si apprende del sequestro preventivo di beni e liquidità effettuato dalla Magistratura a carico del Geom. Tarabugi e delle realtà a lui collegate, per un ammontare provvisorio di circa 3.000.000 di euro.
Come nota giustamente il giornalista, la magistratura ha semplicemente appurato che non è possibile che da un reddito di poco oltre 3.000euro al mese si possa giungere in così poco tempo a gestire un patrimonio immobiliare e mobiliare di tale entità.
Se poi maliziosamente si volesse contare quanto nel frattempo è stato speso, o quanto non è stato trovato dagli inquirenti perché magari è lontano da occhi indiscreti, beh allora è ancora peggio.
E fin quì nulla da eccepire, del resto sembra che quanto si sentiva del Geom. Tarabugi da anni era di assoluto dominio pubblico, non solo a Riomaggiore, ma anche La Spezia.
E come sempre, con tutte le cautele, alla fine i conti li farà l'oste, quindi sentiremo i giudici.
Se però si prospettasse veritiero un certo panorama, ci sarebbe da farsi qualche domandina.
Se fosse realmente frutto di tangenti o di malaffare questo patrimonio, da dove viene?
Se la maggior attività svolta dal professionista fosse solo nel Comune di Riomaggiore allora la risposta è semplice:
Questi soldi sono della gente di Riomaggiore che ha pagato fior di quattrini in più rispetto a quanto avrebbero pagato in un sistema pulito.
Se le dichiarazioni degli altri professionisti privati coinvolti nella vicenda fossero realistiche, allora vuol dire che chi ha pagato un team di professionisti (geometri, muratori, ingegneri etc), su di un lavoro di 100.000Euro avrebbe pagato 110.000, dato che certi professionisti hanno detto che il 10% andava al Geom. Tarabugi.
Se questo schema valesse anche per gli appalti pubblici, allora il COMUNE DI RIOMAGGIORE è stato alleggerito allo stesso modo.
Quindi trattasi di denari pubblici, sempre di provenienza comunque di cittadini, tramite imposte e tributi vari.
Per non parlare dell'Agenzia di viaggi del Parco a La Spezia, la cui ristrutturazione si dice sia stata fatta in carico alla Cooperativa Via Dell'Amore per un ammontare di oltre 83.000euro.
Eggià, oltre a fare un bel contratto pluriennale di 1500 o più euro di affitto, con i soldi delle Cooperative abbiamo fatto una bella ristrutturazione di lusso al fondo di P.zza Cesare Battisti.
Se questo fosse plausibile, allora il COMUNE DI RIOMAGGIORE non ha altra scelta che costituirsi PARTE CIVILE nel processo futuro.
Non sappiamo se questa ipotesi la può attuare il Commissario La Rosa, ma è una cosa che dovrebbe essere presa in considerazione.
In maniera ancora più indubbia, il prossimo SINDACO dovrebbe fare questa cosa immediatamente per rispetto ai cittadini che avrà il dovere di tutelare in tutti i modi, anche nel risarcimento dovuto al COMUNE che presiederà.
Un ultimo quesito, quello moralmente più pesante.
Dove erano i Sindaci tutti, che da lustri a questa parte erano in Comune.
Erano così inebetiti da non vedere niente e non voler sapere, dato che tutti sapevano?
Pensavano di nascondersi dietro al fatto che tanto il Geom. rispondeva del suo?
E se così fosse hanno lasciato che il popolo di Riomaggiore subisse questo?
Non vogliamo certo pensare male, ma se questa complicità indiretta e dovuta solo a essere incompetenti, incapaci o inetti... beh... allora... Complimenti.
Come nota giustamente il giornalista, la magistratura ha semplicemente appurato che non è possibile che da un reddito di poco oltre 3.000euro al mese si possa giungere in così poco tempo a gestire un patrimonio immobiliare e mobiliare di tale entità.
Se poi maliziosamente si volesse contare quanto nel frattempo è stato speso, o quanto non è stato trovato dagli inquirenti perché magari è lontano da occhi indiscreti, beh allora è ancora peggio.
E fin quì nulla da eccepire, del resto sembra che quanto si sentiva del Geom. Tarabugi da anni era di assoluto dominio pubblico, non solo a Riomaggiore, ma anche La Spezia.
E come sempre, con tutte le cautele, alla fine i conti li farà l'oste, quindi sentiremo i giudici.
Se però si prospettasse veritiero un certo panorama, ci sarebbe da farsi qualche domandina.
Se fosse realmente frutto di tangenti o di malaffare questo patrimonio, da dove viene?
Se la maggior attività svolta dal professionista fosse solo nel Comune di Riomaggiore allora la risposta è semplice:
Questi soldi sono della gente di Riomaggiore che ha pagato fior di quattrini in più rispetto a quanto avrebbero pagato in un sistema pulito.
Se le dichiarazioni degli altri professionisti privati coinvolti nella vicenda fossero realistiche, allora vuol dire che chi ha pagato un team di professionisti (geometri, muratori, ingegneri etc), su di un lavoro di 100.000Euro avrebbe pagato 110.000, dato che certi professionisti hanno detto che il 10% andava al Geom. Tarabugi.
Se questo schema valesse anche per gli appalti pubblici, allora il COMUNE DI RIOMAGGIORE è stato alleggerito allo stesso modo.
Quindi trattasi di denari pubblici, sempre di provenienza comunque di cittadini, tramite imposte e tributi vari.
Per non parlare dell'Agenzia di viaggi del Parco a La Spezia, la cui ristrutturazione si dice sia stata fatta in carico alla Cooperativa Via Dell'Amore per un ammontare di oltre 83.000euro.
Eggià, oltre a fare un bel contratto pluriennale di 1500 o più euro di affitto, con i soldi delle Cooperative abbiamo fatto una bella ristrutturazione di lusso al fondo di P.zza Cesare Battisti.
Se questo fosse plausibile, allora il COMUNE DI RIOMAGGIORE non ha altra scelta che costituirsi PARTE CIVILE nel processo futuro.
Non sappiamo se questa ipotesi la può attuare il Commissario La Rosa, ma è una cosa che dovrebbe essere presa in considerazione.
In maniera ancora più indubbia, il prossimo SINDACO dovrebbe fare questa cosa immediatamente per rispetto ai cittadini che avrà il dovere di tutelare in tutti i modi, anche nel risarcimento dovuto al COMUNE che presiederà.
Un ultimo quesito, quello moralmente più pesante.
Dove erano i Sindaci tutti, che da lustri a questa parte erano in Comune.
Erano così inebetiti da non vedere niente e non voler sapere, dato che tutti sapevano?
Pensavano di nascondersi dietro al fatto che tanto il Geom. rispondeva del suo?
E se così fosse hanno lasciato che il popolo di Riomaggiore subisse questo?
Non vogliamo certo pensare male, ma se questa complicità indiretta e dovuta solo a essere incompetenti, incapaci o inetti... beh... allora... Complimenti.
mercoledì 22 dicembre 2010
Cinque Terre: la trasversalità al bivio?
Sono uno spettacolo!
C'è ancora gente carcerata in attesa di giudizio o dipendenti ancora senza stipendio, e già si guarda con sguardo cinico al futuro. Finite le vacanze a Riomaggiore, scambiati i lacrimosi abbracci tra i sussurri pisani, the Show Must Go On.
Crollato il principato Riomaggiorese, continua la battaglia dei feudi confinanti per accaparrarsi quanto lasciato sul terreno dallo sconfitto.
Sono finiti dunque i tempi in cui la trasversalità politica era il fulcro della gestione degli equilibri del potere.
Il PD cerca di mantenere intatta la geografia territoriale blindando il quartier generale del Parco a Riomaggiore, dove la posizione andrà militarmente difesa vincendo le prossime elezioni comunali e con lo scranno di un sindaco PDista si assicurerà la testa di ponte del potere rosso che da Spezia guarda alla riviera.
Da Monterosso il PDL, fortificato nel comune con la lista bulgara di centro-destra, cerca di guadagnare terreno tentando la carta logistica di alloggiare la Presidenza, come fosse un capo di stato che tenti di governare dall'estero.
C'è ancora gente carcerata in attesa di giudizio o dipendenti ancora senza stipendio, e già si guarda con sguardo cinico al futuro. Finite le vacanze a Riomaggiore, scambiati i lacrimosi abbracci tra i sussurri pisani, the Show Must Go On.
Crollato il principato Riomaggiorese, continua la battaglia dei feudi confinanti per accaparrarsi quanto lasciato sul terreno dallo sconfitto.
Sono finiti dunque i tempi in cui la trasversalità politica era il fulcro della gestione degli equilibri del potere.
Il PD cerca di mantenere intatta la geografia territoriale blindando il quartier generale del Parco a Riomaggiore, dove la posizione andrà militarmente difesa vincendo le prossime elezioni comunali e con lo scranno di un sindaco PDista si assicurerà la testa di ponte del potere rosso che da Spezia guarda alla riviera.
Da Monterosso il PDL, fortificato nel comune con la lista bulgara di centro-destra, cerca di guadagnare terreno tentando la carta logistica di alloggiare la Presidenza, come fosse un capo di stato che tenti di governare dall'estero.
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| Intervista del Sen. Grillo, SecoloXIX del 22-10-10 pag.20 Clicca per ingrandire. |
Presidente della Provincia Fiasella a Cronaca4
Adesso, come scherzavamo noi nel post precedente, se la questione riguardasse solo dove abbia sede l'ufficio della presidenza, beh, che lo si facesse pure dove aggrada meglio.
Villa Montale portebbe essere una sobria sistemazione, se l'edificio nuovo di zecca a Manarola non andasse bene, ma pure sulla costa di Muro ci sarebbe tranquillità e serenità per il prossimo presidente, che tanto avrà da fare.
Ma in questo Iraq liberato, ci sarà il petrolio se ci affanna così tanto?
Il fattore quindi è ben altro, come nota Fiasella, è la Via Dell'Amore.
Quella è la questione, il Parco è in realtà la "Via Dell'Amore".
Qui non si gioca più a fare gara a chi farà di più per l'ambiente, qui ci si gioca un business di milioni all'anno, con tutto il giro di affari e potere che la presidenza di un ente comporta.
E da quella cabina di regia è più facile tenere tutto sotto controllo.
Adesso giocano tutti a chi ne sapeva di meno di questa faccenda, eppure il vicepresidente del Parco era il Sindaco Betta, che come gli altri sindaci faceva parte della Comunità del Parco, Sindaci che per altro non hanno mai fatto segreto di come la gestione dei comuni e del Parco fosse fatta in totale sinergia.
Nel consiglio del Parco c'erano pure esponenti illustri del PD spezzino, quindi anche questi se erano tutti in buona fede forse è l'ora di dubitare delle loro capacità politiche e gestionali.
Chissà da lassù cosa ne penseranno di questo sciacallaggio, i vecchi che han fatto la Via dell'Amore con le loro mani e che ora son tutti morti.
Anni fa, gli ultimi superstiti che all'epoca erano giovani manovali, ricevettero una lettera, che chiedeva loro se ritenevano che la Via dell'Amore dovesse essere a pagamento.
Quasi tutti risposero di no, furono ringraziati per aver fatto sapere come la pensavano, e si tirò innanzi.
Sempre dal secolo di oggi, alla stessa pagina 20, troviamo un articolo che da l'idea dell'assurdità della situazione. La carcassa a cui le iene stanno strappando le membra non è ancora morta, ma sussulta tra gli spasmi.
I dipendenti della SENTIERI e TERRAZZE non hanno ancora ricevuto una lira di stipendio!!!
I giornali lo dicono da tempo, e anche noi dell'Osservatorio Riomaggiore avevamo già affrontato la questione il 30 novembre scorso.
Possibile che questi energici politici non menzionino la cosa e non si adoperino per risolverla?
E' gente credibile quella che ha in mano questa situazione, e che, senza manco pensare ad un passo indietro, abbia pretese di gestire ancora il futuro del nostro territorio?
Come dice Grillo l'affaire era al comune di Riomaggiore, e come dice Fiasella si dovrebbe aspettare che a Riomaggiore ci sia un sindaco eletto.
Noi di certo non aspettiamo lo stesso sindaco che si aspetta Fiasella.
Noi ci aspettiamo un sindaco che restituisca al COMUNE DI RIOMAGGIORE quello che gli appartiene in todo, moralmente, giuridicamente e materialmente.
Poi vedremo tutto il resto.
lunedì 20 dicembre 2010
Sede del Parco a S.Bernardino.
| Lotta tra titani. Vince "il Gigante di Monterosso"? |
Tra gli "inorriditi" il Presidente della Provincia Marino Fiasella, reduce dell'ultima estate ospite delle Case del Parco a Riomaggiore.
Sempre dal giornale si legge che lo stesso Fiasella ritiene che le decisioni del Commissiario Cosentino non abbiano spessore, e che la scelta di Monterosso come sede sia assolutamente immotivata e che "scipperebbe" i Riomaggioresi di un qualcosa. Si parla addirittura di "atto punitivo" verso una Riomaggiore che ha dato tutta se stessa (è vero abbiamo dato anche l'anima per non dire di peggio...), conservando le strade strette e le scalinate.
Abbiamo conservato le strade stette e le scalinate? Ma perchè... dalle altre parti trasformano le salite in pianure?
Sempre Marino Fiasella, che parlava di un "nuovo caso Tortora", dice che si sta confondendo "fra inchiesta giudiziaria e solidità del Parco".
Noi, come sempre umilmente, riteniamo che se il Parco è solido poco importa dove ha la sede.
Se il Commissiario ed il Ministero così decidono, significa che hanno facoltà di farlo.
Non riteniamo che il Parco Nazionale delle Cinque Terre e L'Area Marina protetta subiscano conseguenze da uno spostamento delle propria sede, dato che questa rimane nelle Cinque Terre.
Riteniamo invece che sia una scelta politicamente e tecnicamente sensata, che aiuterà sicuramente una ripresa delle normali attività della direzione del Parco, limitando ingerenze e rigurgiti assai probabili se la logistica degli uffici amministrativi lo consentirà.
Possiamo consigliare solo ai Monterossini, dato che il comune ha sede al paese vecchio, che il Parco lo facciano a Fegina, più lontano possibile.
Abbiamo infatti sperimentato a Riomaggiore che la troppa vicinanza tra Enti, sindaci, geometri e presidenti può essere assai perniciosa.
Sempre dallo stesso articolo abbiamo notizia del feudo del Senatore Grillo, con in comune una lista di centro-destra, unica presente alle elezioni scorse.
Beh, il presidente della Provincia Fiasella, esponente del PD, potrebbe commentare come mai il suo partito non è stato in grado di presentare una normale lista comunale, mentre a pochi chilometri, le liste collegate al suo partito prendevano quasi l'80% alle europee, tanto da diventare il paese più rosso della provincia.
Si poteva forse parlare prima di feudi?
Seppoi si ritiene che Monterosso sia il feudo del Senatore Grillo, come il giornale fa notare, e che a Monterosso ci siano pasticci grossi, di cui ne risulta attendibile riscontro quanto emerge dalle intercettazioni, bene allora pensiamo ad un altro luogo ancora.
Non si capisce molto bene questa dura presa di posizione del Presidente Fiasella contro il Commissario Cosentino.
Se è vero che un commissario ha anche obblighi di preparare il terreno ad una nuova maniera di gestire, noi pensiamo che la sua direzione abbia tutto il diritto a decidere a questi propositi.
Probabilmente egli stesso ha avuto la capacità di giudicare che la situazione a Riomaggiore è assai incancrenita e tumefacente, ed un cambio non può che far del bene alla sopravvivenza stessa dell'ente.
D'altronde anche quando il Commissario, con estrema buona volontà, riesce a reperire fondi, si trova di fronte a situazioni incredibili, come cooperative che non sono nemmeno in regola con il DURC, cosa che una piccola ditta di muratori albanesi ce l'ha aggiornato tutti i mesi.
Di queste cose forse Fiasella, il PD e la Lega Coop si dovrebbero preoccupare, o avrebbero dovuto farlo.
Alla fine a questo Commissario, gli si vuol dare una mano oppure lo si vuole imprigionare nelle logiche di spartizione dei poteri?
Perché questa alla fine è l'impressione che se ne ricava da questa vicenda.
Una lotta tra Titani, feudi e principati gestiti alla Machiavellica maniera, partiti e uomini politici che si gettano sulla carcassa a spolparne le ossa, con la Comunità del Parco in perfetto silenzio.
E come sempre la gente del paese e i dipendenti delle Coop sanno tutto per ultimi e quasi sempre dal giornale.
Alla faccia della democratica partecipazione, della trasparenza e delle varie questioni morali.
Un antico proverbio Bretone dice:
Non importa dove dormi, ma con chi dormi.
Bene, a noi non ce ne frega niente di dove vada a finire la Sede del Parco, che la facciamo pure a S.Bernardino, vorremmo solo che ci dentro ci vada qualche persona per bene, illuminata sufficientemente per fare cose normali e preoccuparsi dei cittadini.
domenica 12 dicembre 2010
NOVIS REBUS STUDEO
Non è facile ricominciare, ma c'è qualcosa di estremamente bello nel sapere che è possibile farlo con estrema civiltà.
L'incontro di oggi 11 dicembre al Castello di Riomaggiore è stato significativo di molti diversi sentimenti, passati presenti e futuri.
Noi dell'"Osservatorio" siamo interessati a tutti gli eventi che riguarderanno il futuro dell'amministrazione del Comune di Riomaggiore, e nelle nostre possibilità e col nostro modo di pensare e agire ci proponiamo di contribuire ad ogni possibilità che assicuri il cambiamento certo.
Riteniamo indispensabile il dialogo tra tutte le parti, come riteniamo indispensabili semplici concetti ai quali non è facile rinunciare.
Se parliamo di "nuovo", questo non può che comprendere una serie di caratteristiche basilari, di cui l'età è indubbiamente l'ultima discriminante.
Questo "nuovo" pensiamo sia più facile da far emergere, se ci saranno "passi indietro" di numerose situazioni che riteniamo conflittuali con una vera svolta.
Nei partiti, in primis, che riteniamo del tutto superflui, ma che ovviamente cercheranno spazi e opportunità in questa situazione, non vediamo nessuno sforzo.
Ma la cosa non ci stupisce e non ci tocca.
Comunque restando a oggi, per il luogo, le modalità del dibattito e gli impegni presi, è indubbio che qualche cosa è profondamente e irreversibilmente cambiato.
Adesso tocca alla popolazione tutta, contribuire quanto più palesemente e in maniera sostanziale alla messa in opera del cambiamento.
Inutile ricordare i rischi e l'inutilità di lasciare questo processo di ricostruzione ad altri.
Questo vale per tutti.
Ci ha molto stupito che nemmeno un dipendente delle Cooperative abbia oggi presenziato a questa importante riunione.
Non pensiamo ci siano ordini di scuderia, ma è quanto mai bizzarro che non si percepisca quanto sia necessaria e imperativa la presenza di giovani che hanno una realtà lavorativa da ricostruire e consolidare.
E' anomalo che non si interessino dei fenomeni che produrranno una nuova forma di pensiero che influirà direttamente nel Comune, istituzione determinante per la loro esistenza sul territorio.
Siamo certi che siano consapevoli del fatto che sarà il loro impegno nella costruzione del futuro e la loro capacità di adattamento a consentire loro il superamento di questo momento.
Buon lavoro dunque al neonato laboratorio politico.
Benvengano tutti quelli in buona fede che hanno una reale aspirazione al cambiamento politico.
Novis Rebus Studeo, come dicevano gli antichi, quando si riunivano nell'intento di cambiare ciò che non andava nella politica di governo.
- - - -
Novis Rebus Studeo, come dicevano gli antichi, quando si riunivano nell'intento di cambiare ciò che non andava nella politica di governo.
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cerchiamo di essere precisi... dipendenti delle coop c'erano... forse non li avete visti... non sembrate così attenti!!!
12 dicembre 2010 17:03
Modifichiamo il post aggiungendo questo importante commento, che ci è pervenuto.
Come già risposto, ad un certo punto dell'incontro è emerso che non erano presenti presenti del mondo delle cooperative, e nessuno si è fatto avanti.
Possiamo solo supporre che chi c'era se ne fosse andato, dato che la cosa non è stata breve.
Ci scusiamo se non siamo stati precisi, e riteniamo che anche una presenza minima è un contributo importante.
Di fatto l'essenza del nostro pensiero non cambia, dato che viviamo un momento in cui sarebbe importante che realtà ritenute vitali non debbano manifestarsi eteree o silenziose.
Siamo a disposizione se qualcuno volesse aggiungere qualcosa.
martedì 7 dicembre 2010
Da che parte staranno mai...
Siamo stati interrogati più volte sul fatto se facciamo politica ed eventualmente da che parte stiamo.
Oggi sul Secolo XIX, in un articolo di Sonda Coggio, siamo stati citati tra le numerose realtà emergenti a Riomaggiore, siamo contenti di questa citazione, e anche se non era specificata la nostra natura, ci teniamo a chiarire:
Facciamo politica?
Si, se per politica si intende partecipare alla vita politica del nostro comune e nel senso generale della Polis, come partecipazione attiva e paritaria di tutti i cittadini con gli stessi diritti.
La nostra è un associazione culturale, abbiamo iscritti con idee politiche di tutte le direzioni, ma quando si parla del nostro paese questo magicamente scompare e ci troviamo unanimemente solidali nella consapevolezza che il ruolo dell'"Osservatorio Riomaggiore" è estraneo ai giochi di ruolo politici e di potere.
Siamo solo interessati alle modalità e ai risultati che queste aggregazioni, politiche o non, produrranno una volta in gara e poi elette nel comune di Riomaggiore, nei rispettivi ruoli di maggioranza e opposizioni.
A queste entità promettiamo una scrupolosa e meticolosa supervisione esterna, dal basso, più libera e indipendente possibile.
Questa possibilità ci è costituzionalmente garantita, e siamo intenzionati ad esercitare il diritto di controllo e critica cui si espone chi vuole governare.
Non poniamo limiti ai nostri iscritti, se essi vogliono partecipare alla competizione politica, se non quelli previsti dal nostro statuto a garanzia della nostra indipendenza. Come cittadini siamo elettori, e con questo tutti i diritti e doveri annessi.
Sembra che ci vogliamo ritagliare un ruolo facile, ma non lo è, non lo è nemmeno adesso e non lo sarà dopo. Non è facile esporre tematiche difficili, che possono riguardare cittadini e amministrazioni che conosciamo, la forza la troviamo nel fatto che è necessario andare avanti e cambiare per non perire. Se lo facciamo in maniera forte e provocatoria e per ribadire che indietro non si torna.
In questo momento di confusione non ci tiriamo indietro, ci sono ancora mesi alle elezioni e riteniamo che il paese vada informato, vada aiutato nei vari processi di aggregazione e vada tutelata la pace sociale.
Non siamo molto preoccupati di "fare liste", siamo più preoccupati dell'occupazione e dei risvolti sociali di questa crisi. Siamo preoccupati come alcuni partiti si affrettino a occupare i luoghi del potere, e non ad interagire con i dipendenti delle cooperative lasciati ad operazioni di morte lenta e assistita, senza fornire loro un fortissimo e onesto supporto.
Siamo preoccupatissimi che molte persone si parlino a bassa voce, bisbiglino e che lo facciano mentre parlano del FUTURO. Mentre parlano di come ci si possa mettere d'accordo per "andare in comune".
Ci sembra un momento in cui si deve parlare chiaro, anzi chiarissimo!
Se auspichiamo una direzione politica da prendere per noi è facile sapere quale.
Vogliamo gente motivata, assolutamente non coinvolta, di comprovata e assoluta volontà riformatrice.
E come riforma intendiamo l'applicazione alla lettera dei doveri che ha un Sindaco di fronte alla sua cittadinanza, senza pretendere niente in cambio, nemmeno la riconoscenza, e garantendo a tutti lo stesso trattamento previsto dagli ordinamenti.
Pretendiamo che questo lo faccia in trasparenza totale, nell'interesse primo dell'istituzione che rappresenta, del territorio e poi di tutti i cittadini.
Auspichiamo quindi che ci sia una salutare alternanza in futuro, a garantire l'impossibilità della creazione di mafie, rendite di posizione, reti di complicità a vari livelli.
Auspichiamo che i cittadini prendano coscienza, si esprimano come meglio credano, partecipando numerosi, in tutte le forme possibili e si mobilitino per essere autori del proprio futuro.
Oggi sul Secolo XIX, in un articolo di Sonda Coggio, siamo stati citati tra le numerose realtà emergenti a Riomaggiore, siamo contenti di questa citazione, e anche se non era specificata la nostra natura, ci teniamo a chiarire:
Facciamo politica?
Si, se per politica si intende partecipare alla vita politica del nostro comune e nel senso generale della Polis, come partecipazione attiva e paritaria di tutti i cittadini con gli stessi diritti.
La nostra è un associazione culturale, abbiamo iscritti con idee politiche di tutte le direzioni, ma quando si parla del nostro paese questo magicamente scompare e ci troviamo unanimemente solidali nella consapevolezza che il ruolo dell'"Osservatorio Riomaggiore" è estraneo ai giochi di ruolo politici e di potere.
Siamo solo interessati alle modalità e ai risultati che queste aggregazioni, politiche o non, produrranno una volta in gara e poi elette nel comune di Riomaggiore, nei rispettivi ruoli di maggioranza e opposizioni.
A queste entità promettiamo una scrupolosa e meticolosa supervisione esterna, dal basso, più libera e indipendente possibile.
Questa possibilità ci è costituzionalmente garantita, e siamo intenzionati ad esercitare il diritto di controllo e critica cui si espone chi vuole governare.
Non poniamo limiti ai nostri iscritti, se essi vogliono partecipare alla competizione politica, se non quelli previsti dal nostro statuto a garanzia della nostra indipendenza. Come cittadini siamo elettori, e con questo tutti i diritti e doveri annessi.
Sembra che ci vogliamo ritagliare un ruolo facile, ma non lo è, non lo è nemmeno adesso e non lo sarà dopo. Non è facile esporre tematiche difficili, che possono riguardare cittadini e amministrazioni che conosciamo, la forza la troviamo nel fatto che è necessario andare avanti e cambiare per non perire. Se lo facciamo in maniera forte e provocatoria e per ribadire che indietro non si torna.
In questo momento di confusione non ci tiriamo indietro, ci sono ancora mesi alle elezioni e riteniamo che il paese vada informato, vada aiutato nei vari processi di aggregazione e vada tutelata la pace sociale.
Non siamo molto preoccupati di "fare liste", siamo più preoccupati dell'occupazione e dei risvolti sociali di questa crisi. Siamo preoccupati come alcuni partiti si affrettino a occupare i luoghi del potere, e non ad interagire con i dipendenti delle cooperative lasciati ad operazioni di morte lenta e assistita, senza fornire loro un fortissimo e onesto supporto.
Siamo preoccupatissimi che molte persone si parlino a bassa voce, bisbiglino e che lo facciano mentre parlano del FUTURO. Mentre parlano di come ci si possa mettere d'accordo per "andare in comune".
Ci sembra un momento in cui si deve parlare chiaro, anzi chiarissimo!
Se auspichiamo una direzione politica da prendere per noi è facile sapere quale.
Vogliamo gente motivata, assolutamente non coinvolta, di comprovata e assoluta volontà riformatrice.
E come riforma intendiamo l'applicazione alla lettera dei doveri che ha un Sindaco di fronte alla sua cittadinanza, senza pretendere niente in cambio, nemmeno la riconoscenza, e garantendo a tutti lo stesso trattamento previsto dagli ordinamenti.
Pretendiamo che questo lo faccia in trasparenza totale, nell'interesse primo dell'istituzione che rappresenta, del territorio e poi di tutti i cittadini.
Auspichiamo quindi che ci sia una salutare alternanza in futuro, a garantire l'impossibilità della creazione di mafie, rendite di posizione, reti di complicità a vari livelli.
Auspichiamo che i cittadini prendano coscienza, si esprimano come meglio credano, partecipando numerosi, in tutte le forme possibili e si mobilitino per essere autori del proprio futuro.
venerdì 3 dicembre 2010
I porci comodi.
Se domandare è lecito, e rispondere è cortesia, avremmo da sottoporre alcuni quesiti al Commissario Cosentino e al Commissario La Rosa.
E' vero che il fondo che ospita l"Agenzia Viaggi del Parco 5 Terre" di Via Battisti a la Spezia è di proprietà della società '"Immobiliare Viani Genny SAS", società che fa a capo alla moglie del Geom. Tarabugi?
E' vero che tale fondo è stato oggetto di ristrutturazione e arredato a spese del comune di Riomaggiore e della Cooperativa "Via Dell'Amore" per svariate decine di migliaia di Euro?
E' vero che la Cooperativa "Via dell'Amore" tutt'ora eroga un affitto mensile alla sopracitata società immobiliare di 1800euro mensili?
E' vero che questi contratti sono stati concordati dall'Ex Sindaco Gianluca Pasini, allora Presidente della "Via Dell'Amore" e quindi avvallati dal relativo consiglio direttivo?
Dall'ordinanza di custodia cautelare, pag.700 (ma in altre pagine anche) leggiamo:
Dalla stessa conversazione si evince che parte della documentazione compromettente è stata cautamente affidata in custodia al Sindaco Gianluca PASINI il quale si è evidentemente prestato, per eludere le indagini, ad occultarla all’interno di una cassaforte lontana dal comune, ubicata nella propria agenzia di viaggi, sita in p.le Cesare Battisti di La Spezia.
E' vero che esistono altri immobili di proprietà della suddetta Immobiliare di cui il Comune di Riomaggiore paga l'affitto?
Non vogliamo sparare sulla Croce Rossa, ma siamo costretti a chiederci, se il Commissario Cosentino giustamente ha facoltà di sospendere il finanziamento alla Cooperativa "Via dell'Amore" per quanto riguarda il capitolo di gestione dell'Asilo Nido, potrebbe anche avere facoltà di esprimersi in questo merito?
E' stato informato di queste situazioni nelle numerose riunioni con i vertici delle Cooperative?
E' ancora moralmente e formalmente lecito foraggiare mensilmente con denaro, anche di origine pubblica, persone coinvolte profondamente nell'inchiesta?
Ancorché questa situazione fosse legale, e sulla quale doverosamente faranno luce Procura e Guardia di Finanza, e se queste informazioni sono di dominio pubblico e a quanto pare ampliamente documentabili, possono le Cooperative, decidere di dirottare denaro agli indagati anziché mettere a disposizione questa liquidità ai dipendenti?
Non sarebbe meglio con questi soldi pagare una maestra del nido anziché gli avvocati al geom. Tarabugi?
E' meglio garantire un servizio come l'asilo o una Agenzia di Viaggi?
Tanto i viaggi li organizza la Polizia Penitenziaria.
martedì 30 novembre 2010
Sono finite le fatture! Diamogli il Presepe!
Ma a che gioco giochiamo?
La presenza del commissario Cosentino si fa sempre più eterea sul territorio, per avere sue parole dobbiamo attendere che i giornali lo interpellino.
Da Città della Spezia dobbiamo venire a sapere cosa pensa del territorio, dell'Asilo Nido e dei lavoratori delle cooperative?
Dal SECOLO XIX sappiamo che questi lavoratori sono giustamente incazzati neri.
Non prendono gli stipendi da Luglio e non fanno le fatture?
Ma stiamo scherzando!!!
Ma dove sono questi dirigenti così attenti alle esigenze delle territorio e dell'occupazione?
Dove sono questi dirigenti che quando c'era da far fatture per la regione ne facevano in abbondanza e adesso che c'è da far mangiar la gente latitano?
Caro commissario sia sollecito, li chiami, li metta di fronte alle responsabilità, così che abbiano la possibilità di eventualmente togliersi dall'imbarazzo.
Darebbe un segnale importante, ascoltando le voci dei numerosi dipendenti che chiedono una doverosa discontinuità.
Tra poco è Natale e a quanto pare non c'è solo il presepe di cui avere l'onere e il dovere di portare avanti.
La presenza del commissario Cosentino si fa sempre più eterea sul territorio, per avere sue parole dobbiamo attendere che i giornali lo interpellino.
Da Città della Spezia dobbiamo venire a sapere cosa pensa del territorio, dell'Asilo Nido e dei lavoratori delle cooperative?
Dal SECOLO XIX sappiamo che questi lavoratori sono giustamente incazzati neri.
Non prendono gli stipendi da Luglio e non fanno le fatture?
Ma stiamo scherzando!!!
Ma dove sono questi dirigenti così attenti alle esigenze delle territorio e dell'occupazione?
Dove sono questi dirigenti che quando c'era da far fatture per la regione ne facevano in abbondanza e adesso che c'è da far mangiar la gente latitano?
Caro commissario sia sollecito, li chiami, li metta di fronte alle responsabilità, così che abbiano la possibilità di eventualmente togliersi dall'imbarazzo.
Darebbe un segnale importante, ascoltando le voci dei numerosi dipendenti che chiedono una doverosa discontinuità.
Tra poco è Natale e a quanto pare non c'è solo il presepe di cui avere l'onere e il dovere di portare avanti.
Cinque terre - riviera di levante: quattro mesi stipendi ed futuro cupo certezze sentimento imperante duecento lavoratori cooperative lavorano parco cinque terre sono pronti inscenare
domenica 28 novembre 2010
Le Cinque Terre son così lontane da non vedere?
![]() |
| Riomaggiore visto da Vernazza |
Apprendiamo dell’intervista sulla Nazione di oggi di Leonardini, uomo di punta del sistema parco e dunque interessato in prima persona alle ricadute politiche di Parcopoli.
Aldilà del fatto che gli esiti delle indagini abbiano o meno ricadute giudiziare, Leonardini ha il dovere etico di chiarire a tutti i cittadini come, sotto il suo monitoraggio nella veste di Presidente della Comunità del Parco, si sia determinata la degenerazione che ha causato gli eventi visti.
Noi siamo i primi ad essere interessati a salvaguardare i posti di lavoro e a rilanciare le cooperative, ma in modo tale che la malafede politica e l’incapacità gestionale non debbano più comportare conseguenze drammatiche per i lavoratori e per le loro famiglie. Siamo noi cittadini figli di nessuno, a dover cercar lavoro e a sperare che la classe dirigente ce ne conceda doverosamente il diritto e la possibilità di conservarlo.
Se i sindacati non avessero soccorso i lavoratori, caro Leonardini, che cosa sarebbe successo?
Come Presidente della Comunità del Parco, ha il dovere di rispondere e di non separare il territorio di Riomaggiore da quello di Vernazza, perché entrambi ricadono formalmente sotto la sua responsabilità.
Responsabilità gestita in modo talmente rigoroso, attento e rispettoso verso gli abitanti, da aver comportato in un giorno la crisi occupazionale più imprevedibile e sconvolgente di tutta la provincia senza che Lei avvertisse il bisogno di puntualizzare alcune cose, tra cui il mancato funzionamento del controllo da parte della Comunità del Parco..
Di questo e della sua buona fede i cittadini la ringraziano, sperando che in futuro il senso delle sue dichiarazioni non dovrà emergere davvero e chiaramente per quello che potrebbe essere, cioè una fuga inspiegabile davanti alle circostanze illegittime che Lei ha forse concorso a determinare, non fosse altro per omissione colposa, nella funzione di controllo di cui Lei è responsabile.
Ci sembra troppo facile adesso dichiarare semplicemente, e con freddezza, che se la ex-dirigenza del Parco ha responsabilità pagherà e che il problema è solo a Riomaggiore, in quanto Lei era il garante di tutta la comunità delle Cinque Terre.
Troppo facile e ingiusto, scaricare solo sull'ex-presidente tutte le responsabilità, riconoscendogli si i meriti, ma lasciandolo nell'oblio del problema, quando invece nel passato Lei si affannava nello stargli al passo, illuminato da luce riflessa.
Aggiungiamo che, perché è da spunto per future riflessioni, forse l'ex-presidente sarebbe stato aiutato se avesse avuto vicino uomini o donne più incisivi e responsabili nel loro ruolo.
Aggiungiamo che, perché è da spunto per future riflessioni, forse l'ex-presidente sarebbe stato aiutato se avesse avuto vicino uomini o donne più incisivi e responsabili nel loro ruolo.
Barrani (Prc): "Devono emergere le verità di Vernazza e Monterosso"
venerdì 26 novembre 2010
Cooperative del Parco: Ricominciamo?
![]() |
| il Dott. Comm. Belardino Feliziani da Gigi Marzullo |
In sostanza lo statuto del consorzio che lega le 5 cooperative (Via dell'amore, Manario, Sentieri e Terrazze, Vernazza2000 e Le ragazze del Parco) verrà modificato subito dopo che gli organi e i rappresentanti che lo compongono (tra i quali le cooperative e i loro rappresentanti) rimetteranno il loro mandato all'interno di esso.
A questo punto lo statuto sarà rivisto, le concessioni verranno sciolte e si svilupperanno nuovi accordi operativi per la gestione del territorio.
A dare man forte al Comm. Cosentino c'è Belardino Feliziani, il quale sembra già aver preso parte alla redazione del piano economico del Parco, nel 2004, quando Cosentino era Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente.
Dunque la loro collaborazione è di lunga data, ma visti i risultati del piano economico redatto ai tempi e la sua applicazione nel Parco, sempre sotto la responsabilità diretta di Cosentino come Dirigente del Ministero, ci sarebbe da chiedersi se magari sarebbe l'ora di chiamare gente magari di livello normale senza ricadere nella trappola delle "eccellenze".
D'altronde sicuramente il Dott. Feliziani avrà già il suo bel da fare, essendo nel Consiglio di Amministrazione del Gruppo PAM da oltre 10anni, gruppo di cui nel 2009 (l'anno scorso) è stata accertata un'evasione fiscale da 600milioni di Euro dalla Guardia di Finanza.
Indubbiamente nel suo noto studio di commercialista a Roma, di fronte all'Ara Pacis, ci saranno molti collaboratori, ma sarebbe bello esseri sicuri che chi deve ristrutturare il nostro territorio avesse tanto tempo a disposizione da dedicare a capire come funziona la nostra terra.
D'altronde anche la Guardia di Finanza della caserma Santini di La Spezia sembra necessitare altro tempo per portare a termine le necessarie verifiche presso gli uffici delle suddette cooperative, quindi mettere in atto nuovi statuti, nuove convenzioni e nuovi assetti al territorio sembra un passo avventato.
Ci sono ancora dirigenti delle cooperative indagati, e non è stata fatta nessuna chiarezze sugli assets delle 5 coop. Non se ne conosce la situazione di bilancio, nonostante siano tutte ONLUS.
In questo processo di ristrutturazione di statuti, dirigenze e rinnovo di concessioni c'è un grande assente, che il il COMUNE DI RIOMAGGIORE.
Non siamo sicuri che decisioni di questa importanza siano possibili senza prima che nell'ente locale, di fatto proprietario di alcuni beni immobili e strutture di cui le cooperative fanno uso, non venga ripristinata una giunta ed un sindaco che esprimano la volontà di voto della gente che vive e lavora e paga le tasse nel territorio.
Non siamo nemmeno sicuri che le voci di tutti i dipendenti delle cooperative siano state ascoltate, dato che sono cooperative e non plotoni di soldati. Non siamo certi che tutti queste voci che chiedono cambiamenti radicali nella filosofia di gestione, ma anche nella dirigenza stessa, siano stati prese seriamente.
Apprezziamo la gente operativa, Commissario Cosentino, ma siamo certi che è necessaria prudenza, pazienza e una presa d'atto da parte di molti che sono necessari passi indietro non indifferenti, prima di mischiare il mazzo e ricominciare la partita, altrimenti sembra di far si che tutto cambi perché nulla cambi.
Si legge che "c'è da tenere in conto la scarsità delle risorse pubbliche che renderanno necessario individuare i servizi essenziali da erogare e la necessità per le cooperative di reperire altre fonti di entrate aprendo gradualmente l’attività a pochi selezionati licenziatari"...
Frasi come queste fanno preludere decisioni in cui dipendenti, popolazioni, operatori turistici ed enti locali debbano essere coinvolti più che mai, nel massimo della trasparenza e della partecipazione.
D'altronde forse un pochino di margine c'è, se come da Lei annunciato ci sono addirittura dei tesoretti da 14.000.000 di euro da gestire:
«Complessivamente sono circa 14 milioni di euro, che consentiranno a breve di appaltare tutta una serie di interventi, come quelli per rimettere a posto i sentieri», annuncia Aldo CosentinoQuesto almeno riportava il Corriere della Sera del 5 Novembre, e non sono due palanche...
Palanca è un termine dialettale, ma siamo sicuri che Lei lo sappia, però a scanso di equivoci e per amore d'identità ligure abbiamo specificato.
Dunque Le auguriamo buon lavoro, in attesa dei 3.000.000 di turisti che arriveranno anche l'anno prossimo, e siamo sicuri che partendo con il piede giusto i nostri ragazzi delle cooperative conteranno molte più CARD delle 800.000 dell'anno scorso, meteo permettendo e mi raccomando non aumenti il prezzo altrimenti diranno che da queste parti siamo troppo avidi!
venerdì 19 novembre 2010
Asilo Nido di Riomaggiore: del fiore all'occhiello ora le spine.
Continua il clima di incertezza nell'assetto scolastico del Comune di Riomaggiore.
Le ripercussioni delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il comune di Riomaggiore e il Parco Cinque Terre continuano far vacillare strutture che a rigor di logica non avrebbero dovuto essere interessate da questo tipo di fenomeni.
Da un lato la Scuola dell'Infanzia di Riomaggiore, parte del comprensorio di Portovenere, dall'altra l'asilo Nido "Valeria Paganini".
I due istituti tecnicamente indipendenti sono in realtà collegati da un "Progetto di Continuità", che a quanto pare era stato suggerito da parte dei vertici dell'Ente Parco in alternativa ad un progetto di "Sezione Primavera" auspicato dalla Direzione Scolastica di Portovenere.
Il problema alla fine sono i troppi bimbi?
Il geom. Tarabugi ci aveva visto giusto, quando si lamentava delle sue sottoposte in maternità dicendo "Queste sfornano come bestie… sarà l'aria di Riomaggiore…"?
No, forse tutto è causa di forzature a scopo politico, che hanno deviato il normale rapporto tra cittadino e servizi.
Un asilo nido "aziendale" troppo ostentato e strumentalizzato, e una scuola materna statale troppo trascurata.
Nella precaria situazione in cui versa la Cooperativa "Via dell'Amore", per il Nido di Riomaggiore potrebbe prospettarsi anche la chiusura. Anche una contrazione del personale sarebbe fatale alla struttura, e indirettamente si potrebbero verificare problemi anche alla materna, in quanto il numero di bimbi che frequenta è superiore al numero legale stabilito in base al rapporto personale/alunni.
A questo evidentemente non si sarebbe giunti se alla base della creazione e della gestione del Nido fossero stati applicati normali criteri di amministrazione, basati nel giusto rispetto dei ruoli delle istituzioni e delle necessità sociali.
Innanzitutto rendiamo allo all'atteggiamento del Dott. Beretta, dirigente dell'Istituto Comprensivo, che in questo frangente ha assicurato il regolare svolgimento dell'anno scolastico a tutti i bimbi che frequentano attualmente l'asilo statale riomaggiorese, garantendo un supporto all'organico del personale se venissero a mancare le condizioni attuali.
Questo sforzo sarebbe incentivato dal fatto che si dovrebbero ricevere 8500Euro dal comune di Riomaggiore, come normalmente avveniva, ed ora tocca al Commissario La Rosa ratificare anche per quest'anno questo contributo.
Siamo certi che il Commissario Prefettizio non esiterà a far quello che è giusto fare, e se le finanze del comune fossero così disastrate da non poter trovare questa cifra non c'è più un minuto da perdere e la popolazione va resa edotta sulla situazione di bilancio del Comune di Riomaggiore.
All'Asilo Nido "Valeria Paganini" la situazione sembra più complessa.
Ci sono dei bimbi in attesa di inserimento, che già pagano la retta.
C'è una carenza di personale, in quanto una maestra è in prestito alla materna, appunto per il “progetto di continuità”, e di assunzioni ovviamente non se ne parla.
Da fiore all'occhiello del parco, il nido, si sta trasformando in un problema.
Difatti la sua esistenza, assolutamente auspicabile, è messa in pericolo da svariate ragioni.
E' gestito dalla Cooperativa “Via dell'Amore”, con convenzione firmata con il Parco Nazionale Cinque Terre dall'allora presidente Gianluca Pasini, dimessosi per essere trasformato in sindaco per poi successivamente venire arrestato.
L'immobile, costruito in una zona non particolarmente felice, risulta essere del Comune di Riomaggiore e da esso costruito con finanziamenti regionali.
Il commissario del Parco, Dott.Cosentino è sembrato essere preciso, quando ha parlato di doversi occupare di attività inerenti alla natura del suo ministero e quindi ambientali, lasciando sostanzialmente la palla alla cooperativa di gestione. Come dire, il Parco non c'entra, se l'attività rende alla cooperativa bene, altrimenti che si faccia come nel resto d'Italia, che si paghi o che si chiuda.
Oltretutto il nido di Riomaggiore sembrerebbe aver percepito contributi per la sua realizzazione come “asilo aziendale”, il commissario è stato laconico, ammettendo che di fatto non esiste nessuna azienda.
Altre incongruenze e mancanze formali sembrerebbero affliggere l'esistenza del nido, anche se precisamente non ci sono informazioni certe, dato che il livello di trasparenza non sembra ancora ottimale.
Caro Commissario Cosentino, all'epoca delle sue visite non si stupiva o insospettiva che un Parco si occupasse di asili e se ne facesse vanto, e adesso la faccenda sembra non riguardarla più di tanto, ma Le ricordiamo le iscrizioni venivano curate attraverso uffici di un Ente di cui Lei era Diretto Superiore.
Questa è l'altra faccia della medaglia, aver creato un asilo nido “aziendale”, quando i contributi erano a disposizione anche per fare semplici e normali asili nido comunali.
Questo è un nodo destinato a dover essere sciolto.
Non si può pensare infatti che l'esistenza di una struttura come il Nido, che ha prodotto buoni risultati in termini di qualità del lavoro svolto e di soddisfazioni di genitori e bimbi, sia legata per la vita ad una Cooperativa di Servizi generica e dall'esistenza incerta.
Una struttura come l'asilo nido doveva essere Comunale, a garanzia di tutti e gestita da una cooperativa apposita, che per altro potrebbe essere composta dal personale odierno, se questo avesse intenzione e possibilità di fondare una Cooperativa a se stante.
Comunque la cooperativa "Via Dell'Amore" dice di poter riuscire a gestire la situazione del personale, anche se allo stesso tempo è pronto un programma di Cassa integrazione in deroga che coinvolgerebbe anche le impiegate del Nido, annunciato dai sindacati di base.
C'è la promessa che si andrà avanti con gli inserimenti, e che anche la maestra in “prestito” alla materna può continuare il suo lavoro.
Per far sì che il nido non chiuda (sempre che per caso prima non chiuda la cooperativa) è in preparazione una revisione dell'offerta dei servizi, che prevede un aumento delle tariffe a livello commerciale, a non meno di 400euro.
Il problema a questo punto sembra essere un gatto che si morde la coda.
Parte delle mamme che mandano i figli al nido sono dipendenti delle varie cooperative, e quindi potenzialmente cassintegrate.
Difficilmente una mamma in cassintegrazione manderà il figlio al nido, specialmente alle tariffe normali.
Quindi ci sarebbe un ridimensionamento delle frequenze, ed un ulteriore potenziale aumento delle tariffe.
In questo piano di ristrutturazione che ruolo avrebbe la maestra in prestito alla Materna, ma di fatto dipendente della cooperativa?
Resterebbe in carico alla Cooperativa, ma dovrebbe essere pagata con un contributo degli alunni della materna in joint-venture col Comprensorio Scolastico che pagherebbe alla cooperativa sottoforma di servizio reso.
In sostanza Cittadini e Comune darebbero soldi alla Cooperativa per gestire a maggior costo un servizio di fatto di competenza della direzione scolastica pubblica, la quale non ha ancora confermato questa ipotesi.
Correttamente la Direzione Scolastica ha la facoltà comunque di contrattuare una maestra, la stessa od un'altra, a progetto, con un onere minore per le famiglie della materna (si parla di 5euro mensili, contro i 30euro previsti dalla cooperativa ad alunno), ma soprattutto una maggiore ottimizzazione del contributo comunale di 8500euro a disposizione di Materna e Primaria.
La Direzione Scolastica, che ha evidentemente uno sguardo competente, auspica ancora la creazione di una “Sezione Primavera”, unica vera alternativa alla situazione, almeno dal prossimo anno.
Verrebbe sgravato quindi il nido dei bimbi in procinto di andare alla materna, il che sarebbe comunque utile in termini di spazio, dato che il Nido, per il particolare luogo in cui è stato costruito, è assolutamente limitato.
La "sezione primavera" presso la materna oltretutto non sarebbe “aziendale”, ma statale, di tutti, senza potenziali discriminazioni, gestito da un ente preposto all'educazione scolastica e non da una generica cooperativa di servizi.
Esisterebbe sotto la supervisione di un ente pubblico, il comune, finalmente in grado di dedicare le attenzioni necessarie alla cura del proprio patrimonio immobiliare e sociale.
Di fatto la struttura scolastica statale di Riomaggiore sarebbe arricchita di un servizio in più, e di un maggiore apporto di personale.
Verrebbero evitati gli incresciosi episodi che abbiamo già visto, dalle umilianti e disgustose “estrazioni di bimbi” in sovrannumero, ai vergognosi episodi come l'impossibilità da parte del comune di addirittura ripare un vetro.
Perché anche questo abbiamo visto.
Abbiamo visto un comune che faceva ripitturare le aule dell'asilo ai genitori dei bambini, quando spendeva migliaia di euro per gli affreschi del "Maestro Benedetto".
Abbiamo visto un comune che non aveva soldi per pagare un vetro di una finestra dell'asilo, quando venivano sperperati fondi, finanziamenti e tributi in progetti incompresibili.
Per questo si deve smilitarizzare il territorio, riconsegnandolo alle istituzioni convenzionali.
Se a gestire alcune di queste strutture sono necessarie cooperative benvengano, con tutti i requisiti in regola e con bandi di gara chiari e trasparenti.
Ognuno faccia il suo dovere.
Al Comune e allo Stato il dovere di garantire scuole e istruzione.
Ai Cittadini il diritto di accedervi senza il brivido di estrazioni indecorose, preghiere o favoritismi, ma con regolari graduatorie.
Solo così il popolo esprimerà onesta e serena gratitudine ad un amministratore capace, e non un succube debito di riconoscenza, per accedere a servizi di cui godiamo pieni diritti in quanto semplicemente cittadini e contribuenti.
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