Noi più o meno informalmente sappiamo questo:
- La lista "PerRiomaggiore" ha dato piena disponibilità.
- La lista "Costruire Insieme" ha dato parzialmente il proprio assenso per un confronto solo sui programmi, per evitare che troppe domande o interazioni portino a polemiche (e ha un senso, anche se privare l'interazione potrebbe essere limitante, però non è tirarsi indietro).
- La lista "Trasparenza e Partecipazione" ha negato la possibilità del confronto, motivando che in quanto ci sono state dichiarazioni troppo secche, e volendo mantenere alto il livello degli incontri non desiderano compromettersi in situazioni di possibile scontro verbale. Però è stato specificato che si direbbe si alla condizione che tutti i candidati partecipino, quindi 27 candidati consiglieri + 3 candidati sindaco.
Se quanto sopra non corrisponde al vero scriveteci, apporremo immediatamente scuse e cambiamenti.
L'Osservatorio Riomaggiore, come associazione civica, in ogni modo appoggia la richiesta di Cittadinanza Attiva per il semplice fatto che sembra assolutamente compatibile con una vera e propria rinascita democratica che sia la possibilità che i 3 candidati si offrano come effettiva rappresentazione di questo cambiamento, e che quindi rendano effettivamente partecipi i cittadini di questo processo.
Non veniamo da un normale passaggio di fine mandato, ma da una situazione assolutamente eccezionale, per cui più si è effettivamente trasparenti e si rende partecipi la gente, più di questo confronto se ne può giovane la cittadinanza tutta.
Non abbiamo riscontrato particolari dichiarazioni offensive, del resto molti dei candidati non hanno mai fatto politica, quindi forse non hanno nemmeno un'idea precisa cui la dialettica politica a volte si spinge.
Comunque trincerarsi dietro alle manfrine del Politically Correct non ha nessun senso, a maggior ragione se qualcuno si è ritenuto ingiustamente appellato il Confronto a 3 è l'occasione giusta per chiarire la cosa con chi è si è espresso non convenientemente.
Chiedere che l'incontro venga fatto in 30, e sostenere che si vuole mantenere il livello della cosa Alto, beh scusate ma questo non regge. Semmai in 30 potrebbero fare un incontro di Calcio Fiorentino.
Per ultimo non osiamo nemmeno pensare cosa succederebbe in altre nazioni, il cui rifiuto alla partecipazione di un candidato ad uno scontro diretto ne decreterebbe immediatamente il disprezzo anche da parte dei propri elettori.
Comunque per non andare a cercare la Svezia come raffronto, vediamo cosa successe, non più di un anno fa, in casa nostra.
Si potrebbe chiedere direttamente all'On. Orlando o all'On. Letta cosa pensano di chi si rifiuta di partecipare ad un confronto:
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Berlusconi: non ci sarà nessun confronto in tv con Bersani
BOLOGNA (22 marzo 2010) - Non ci sarà nessun duello televisivo e neppure il dialogo sulle riforme. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sbatte la porta al Partito democratico di Pier Luigi Bersani. "Non credo che un dibattito pubblico sia opportuno in questo momento", aveva detto il premier da Bologna dove era arrivato per sostenere la candidatura di Anna Maria Bernini. Sempre con la stessa decisione era arrivato il rifiuto di collaborazione sulle riforme: "Non ho fiducia nella possibilità di un accordo", spiega il premier, che accusa il centrosinistra di essere "l'opposizione del no assoluto". Arrivano subito le critiche da parte dell'opposizione: "Evidentemente il premier preferisce i monologhi", dice il deputato del Pd Andrea Orlando. "E' amore non volere un confronto col proprio contendente politico o non è forse la massima espressione di odio?", chiede Enrico Letta del Partito democratico.
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Ebbeh... c'è altro da dire?
Volevamo intitolare questo post "'N TU CULO ALLA DEMOCRAZIA" in onore a Cetto Laqualunque, il quale certamentemente ha le idee chiare in materia di confronti.
Però poi dicono che scriviamo troppo piccante, e poi a noi dell'Osservatorio dell'incontro interessa solo la prospettiva democratica.
Il confronto è democratico, accettarlo è segno di cultura democratica.
Imporlo però è anti-democratico, per cui bisogna rispettare la scelta di chi non lo vuole fare, se siamo veramente democratici.
La Libertà chiede dazio solo con la responsabilità delle proprie azioni.
Gli alibi servivano prima, quando la libertà era sconveniente.
Adesso è più semplice applicarla la democrazia, senza invocare scuse.





