Grande vertice sabato 12 nella sede del Parco Nazionale delle Cinque Terre, presso la stazione di Manarola.
L'élite del mondo politico della Liguria di Levante, con la presenza del Presidente Burlando, di strada per l'inaugurazione di P.zza Saint Bon a Spezia, si è riunita per discutere sul futuro delle Cooperative del Parco.
Tra i partecipanti c'erano gli assessori regionali Enrico Vesco e Renzo Guccinelli, il sindaco di La Spezia Massimo Federici, il Commissario del Parco Aldo Cosentino, il Commissario del Comune di Riomaggiore Giuseppe La Rosa, i sindaci di Vernazza e Monterosso Resasco e Betta, l'Onorevole Giancarlo Di Vizia e il Senatore Luigi Grillo.
Dal giornale un unico punto è emerso chiaramente, quello di aumentare la Cinque Terre Card, da 5 a 6Euro quella "solo parco", e da 8,5 a 10Euro quella che include il biglietto ferroviario, parliamo di tariffe giornaliere.
Si è attenuato il clima pesante che presagiva l'incontro solo il giorno prima, quando sempre il Secolo XIX parlava di fallimento imminente della Cooperativa Via Dell'Amore, attanagliata oltretutto da un debito di 2.000.000di Euro verso l'Agenzia delle Entrate, e da crediti non esigibili da parte del Parco per cifre ben oltre i 10.000.000.
Burlando si spinge a dire che "Siamo disponibili anche a versare una parte di soldi ricavati dalle multe ferroviarie e se possibile ad intervenire con i sostegni economici alle imprese".
Sull'aiuto alle Cooperative siamo tutti d'accordo, ecco, non sappiamo se si potrà fare con i soldi delle multe delle ferrovie (beh ragazzi da domani tutti col martello addosso alle obliteratrici e a scovare i controllori sui treni) o con altri mezzi di sostentamento per le imprese.
Poi magari Burlando ci spiegherà come ha fatto un sistema che ha fagocitato MILIONI di finanziamenti Europei, Regionali e Nazionali, in veste di Parco, di Comune e come Cooperative, e che poi ha gestito il flusso di MILIONI CASH annui provenienti dalla Via dell'Amore (il sentiero) a finire in questo modo.
Così magari poi ci spiega come vorrebbe gestire lui la cosa con la cassetta degli spiccioli.
Non sappiamo se c'é una vera vicinanza ai problemi delle cooperative, o per lo meno alla madre di tutte le cooperative, "Via dell'Amore".
Se non ci sbagliamo lo scenario è la tipica soluzione all'italiana: determinare una Bad Company, responsabilità legali a chi è rimasto col cerino in mano, scarico dei costi sulla socialità e aumento delle tariffe alle utenze finali.
Ci si è preoccupato spesso degli effetti della vicenda Cinque Terre sul turismo, bene, spiegateci quali effetti sui turisti hanno gli aumenti delle CINQUE TERRE CARD.
Già da tempo chi monitora il turismo ci avverte che siamo diventati una località no-return, cioè, vengono una volta e a ritornare ci pensano parecchio.
Invece di tessersi le lodi e fare "share" su Facebook bisognerebbe leggersi i molti blog di viaggiatori, dove si lamentano servizi inesistenti, code per servizi igienici e di ristoro, sentieri impercorribili e una disorganizzazione totale sul territorio (alla faccia dell'incoming... ci sono ancora turisti che cercano la Marina dall'anno scorso).
Magari in questi meeting fanno brainstorming, e non sappiamo con tempeste di cervelli di queste proporzioni, quali idee rivoluzionarie hanno partorito per migliorare veramente il territorio e i servizi che dovrebbero correlare un turismo che vuole essere eco-sostenibile.
Vorremmo sperare che chi si mette adesso a pianificare il futuro sulla nostra pelle e quella delle future generazioni lo faccia con cognizione di causa.
Dei piani a 200 anni ne facciamo a meno, ma vorremmo capire come glielo spiegheremo, tra 3 mesi, ai turisti che, nonostante la Crisi, vorranno venire a visitare questo Parco a misura d'uomo dove una passeggiata e cinque minuti di treno costano 20euro a coppia.
Sempre sperando che ci siano sentieri su cui passeggiare e treni in orario, puliti e non sovraffollati stile Bangladesh.
Magari tutti questi brillanti amministratori saranno anche degli esperti delle fiere di Turismo, ma forse come turisti veri viaggiano poco (forse sono troppo abituati agli arrivi in taxi se non quando in auto blu, al pendolino e agli alberghi di gran lusso).
Forse ci aspettavamo un messaggio diverso da questi incontri al vertice.
Speravamo che si volesse andare nella direzione di un vero riassetto del territorio, una vera riforma del sistema cooperativo per una vera e propria interazione tra turismo, produzioni locali e fruibilità del territorio, e una gestione dei beni pubblici e dei servizi moderna e funzionale.
Ormai è chiaro che il nodo Gordiano non si potrà sciogliere fino a che non esisterà un piano di gestione dei turismo in cui i rispettivi Enti faranno la loro parte nelle proprie competenze patrimoniali e nella partecipazione attiva alla gestione dei servizi, in sintonia con un sistema cooperativo modellato sulle necessità commerciali e sociali del territorio, dinamico ed efficiente.
Forse però questo dovrà venire dalla base, inutile aspettarsi questa riforma dall'alto, hanno ben altro da pensare.
La buona fede non concede che si esiga due volte la stessa cosa (Giustiniano).
Sezioni del Blog
lunedì 14 marzo 2011
sabato 5 marzo 2011
Futuro

Tutto sembra rallentare dopo i macroscopici eventi che hanno colpito la nostra comunità 5 mesi fa. Il ritmo dei fatti e dei titoli sui giornali si è fatto più rado, lasciando finalmente decantare polemiche ed elocubrazioni.
Consideriamo questo un progresso notevole per la normalizzazione delle cose.
Anche il disorientamento iniziale della comunità sta lasciando spazio alla riorganizzazione, abbiamo visto in questi mesi una vivace attività di molti cittadini.
Sono nate associazioni di categoria, che da troppo tempo mancavano, e che hanno già prodotto risultati.
E' riemersa la voglia necessaria di confrontarsi in numerosi spazi, dai Laboratori alle riunioni politiche, di partito o no, agli incontri civici di ogni genere.
E' rinata dunque una voglia di riappropriarsi del proprio futuro e dei propri diritti e doveri di cittadini.
Dal momento in cui il tempo sembrava essersi fermato, e da dove non si poteva ancora concepire il domani, ci si sta muovendo avanti inesorabilmente, ed è stato fissato il primo appuntamento decisivo che ha a che fare col Futuro.
Il 15 e 16 maggio ci saranno infatti le Elezioni Amministrative.
Una data certa, dal quale ripartire, e che a Riomaggiore ha senza dubbio un significato più profondo che in qualsiasi altra parte d'Italia.
Non siamo sicuri che la situazione a Riomagggiore sia come a Napoli, come ci indica Speziapolis, e non siamo nemmeno ancora convinti che i partiti siano disposti a fare la loro parte civicamente e politicamente pulita e sgombra da interessi.
Per cui ancora di più è necessario puntare sulle persone e sulla loro volontà di riforma.
Su questo forse la popolazione può ancora fare uno sforzo, non tirarsi indietro di fronte all'assunzione di una responsabilità che è indubbiamente una scelta personale, ma che è dovere di ognuno sentirsi parte vitale e fondamentale della rinascita civica.
Non bisogna dimenticare che la non partecipazione, il tacito assenso e dissenso è sempre a vantaggio del sistema.
E qui come sistema si intende non solo quello che ci ha governato ed è diventato diciamo poco virtuoso, ma quello generale dell'andazzo politico e dei comitati di interesse che imperversano localmente, in provincia, in regione e nella nazione intera, nelle mille sfaccettature delle lobby, siano esse politiche, imprenditoriali o pseudo-ambientaliste.
Ci viene da vomitare alle dichiarazioni di oggi del sindaco di La Spezia, Federici(*):
“Le vicende di questi mesi, anche prescindendo dagli aspetti di più evidente rilevanza giudiziaria, hanno fatto emergere limiti e storture di un sistema che sarebbe comunque imploso, forse più in là nel tempo e, probabilmente, con conseguenze ancora più gravi.”
Potremmo ripondere, ma quanti politici in maniera bipartisan ci hanno inzuppato il biscotto alle Cinque Terre?
Quanti di questi chiamavano, venivano, mangiavano, dormivano e mandavano i figli a lavorare nelle per il Parco?
Quanti di loro non si ponevano problema di dissanguare i bilanci delle cooperative o non si ponevano dubbi confrontando il loro rapporto produttività/stipendio?
O forse queste sono questioni relative, dovendo parcheggiare la prole, magari in attesa di un posto all'Acam, in Provincia, all'ASL o in Banca?
Insomma se questi geniali politici hanno dovuto attendere un terremoto giudiziario che ha squassato paesi interi e realtà lavorative per cominciare a porsi domande, allora forse è giusto chiedersi quali siano le loro effettive capacità.
Perché se le loro capacità sono così scarse, o il loro credo politico e civile è così basso e timido da non voler dire le cose come sono per tempo, allora ne possiamo fare volentieri a meno.
Tra i mali della gestione delle Cinque Terre cita "un'esasperata visione localista", beh, sinceramente non crediamo affatto che credere nel localismo e nell'identità sia stato un male, ma anzi un pregio, e di questo rendiamo atto.
E' il localismo quello che ci ha sempre salvato, ed è la nostra natura. Le Cinque Terre siamo noi delle Cinque Terre, nel bene, e nel male di quando eravamo dimenticati.
Speriamo invece che questo non sia un ulteriore messaggio in codice che in realtà vuole dire che alle alte sfere ci sia l'intenzione di spartirsi politicamente gli assetti delle Cinque Terre, come già prevedevamo nel nostro post Trasversalità al Bivio a dicembre 2010.
Vogliamo credere e sperare che il futuro delle Società dei Magnaccioni sia
giunto al termine, perlomeno qui.
il Futuro deve essere quello della gente normale e delle loro necessità. Deve essere quello delle famiglie, degli enti gestiti normalmente, del sostegno al lavoro nelle forme sociali, di microimprenditoria e artigianato locale.
Qui i bei discorsi sulla "buona politica" non centrano, qui ci vuole un'amministrazione locale sana e compentente, e che sappia ascoltare.
Per questo siamo contenti che qualcuno si occupi della scuola, che è forse il simbolo di quanto siamo andati indietro, e da dove dobbiamo immediatemente concentrare il nostro impegno civico.
E se la scuola è universalmente additata a simbolo del Futuro, bene, che lo sia anche a Riomaggiore.
Che lo sia da subito, che venga subito ristrutturata in tutte i suoi aspetti, e che venga sgombrata dalle occupazioni estive di Legambiente che per anni sono avvenute impropriamente e contro la volontà della gente, lasciando poi i genitori ad imbiancare e pagare vetri rotti.
Un importante e simbolico primo passo.
Post modifiato il 07-03-11 causa errata attribuzione delle dichiarazioni del sindaco Federici, che sbagliando abbiamo confuso con il predecessore Pagano.
La sostanza della nostra opinione in merito a tali dichiarazioni non cambia, ma a maggior ragione proprio da Federici sarebbe stata oppurtuna una maggiore lucidità avendo egli soggiornato spesso e lungamente a Riomaggiore.
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domenica 27 febbraio 2011
Trasparenze

Ci sono pervenuti messaggi, mails e pure per strada ci hanno domandato perché non stiamo scrivendo.
Non sempre è necessario scrivere di tutto, specie se le cose scorrono nel letto del fiume della normalità. Ci eravamo posti di scrivere e di divulgare fatti e notizie che aiutassero a prendere conoscenza e coscienza di situazioni particolari, la cui disamina avrebbe facilitato il processo di rinascita sociale.
Alcuni fatti avvenuti negli scorsi giorni hanno parlato da soli, e di altri ci riserviamo di parlarne successivamente.
Invece, ai nostri lettori, o quantomeno a quelli che ci hanno scritto, piacerebbe avere lumi sui recenti progressi negli schieramentei politici in gara per le Elezioni 2011, in particolare alla lista "Per Riomaggiore".
Chi si è perso tale lettura la può trovare sul sito Lab Cinque Terre, curato da Andrea Somovigo.
Non siamo entrati nel merito diretto delle Liste elettorali e riteniamo che queste dichiarazioni non abbiano una correlazione stretta al processo di creazione della lista Per Riomaggiore, ma più che altro in aspetti della visione politica e delle prospettive personali.
Per questo ci permettiamo di parlarne, come abbiamo fatto, in totale apoliticismo, per quanto riguardava il nuovo segretario del PD.
Sembra che ci sia stata una grande confusione da parte del SecoloXIX (vedi immagine in fondo pagina) che ha pubblicato oggi un articolo, confondendo il Laboratorio Civico che era organizzato dai Riomaggioresi Nel Mondo con il Laboratorio Politico Cinque Terre, sito che raggruppa le news dai vari blog delle Cinque Terre e non solo.
Da quel che si legge si intende che all'interno di "Per Riomaggiore" non siano state prese sufficientemente in considerazione alcune opinioni di almeno due membri del Movimento, i quali hanno deciso di prendere strade differenti e ci hanno tenuto a farlo sapere.
La cosa ci sembra assolutamente normale, specialmente in una fase come quella che si sta vivendo a Riomaggiore.
Molte situazioni sono in progress, e lo saranno fino a che tutti gli equilibri non saranno ristabiliti.
E probabilmente ci saranno molti assestamenti, dato che vi erano anime diverse il cui collante era "l'Antibonaninismo", un po' come avviene in ambito nazionale con "l'Antiberlusconismo".
E' bene dunque che alcune frange si stacchino ora e non dopo se non c'è accordo, anche per consentire al Movimento il naturale progresso nei suoi nuovi assetti, che forse non fanno più parte di logiche di schieramento (o citando A.Pasini, di colori di divise).
Se ci possiamo permettere un commento alla lettera di Somovigo e Faggioni, è che forse effettivamente spesso è difficile comunicare, e che specialmente nel mondo di oggi, dove mille voci si accavallano, è sempre più difficile ascoltare, più che parlare,
Molti hanno dato interprezioni diverse, come Speziapolis, che ha visto una critica al PD, il quale al momento nella forma ha fatto quello che doveva fare nominando un segretario al quale spetta un percorso di riforma.
Altri hanno visto una critica a Franca Cantrigliani sul piano della trasparenza, che suona un pò come dare della razzista a Emma Bonino.
Altri hanno visto il fallimento della Lista Civica nata dal Laboratorio Civico, ma che non era collegata a "Per Riomaggiore" o perlomeno vi era una partecipazione a titolo personale di alcuni.
Ma tutti non hanno capito esattamente cosa queste persone volessero esattamente da "Per Riomaggiore".
Tra i punti chiave sembra esserci posizioni discordanti in merito ad eventuali assessori esterni, i quali non sono contemplati dalla Lista "Per Riomaggiore".
Questo ad esempio stride con la richiesta di trasparenza, in quanto gli assessori esterni sono spesso una gabbola per estromettere membri del Consiglio Comunale eletto direttamente dal popolo. Oltretutto questi assessori rispondono al Sindaco direttamente e non al Consiglio. Possono essere oltretutto revocati a piacimento del primo cittadino, di fatto quindi in grado di decidere con totale propria discrezionalità
Il fatto di decidere a priori che tale Lista non intenda fare uso di questo tipo di assessori è indubbiamente un atto di trasparenza.
Per quanto riguarda il resto, é tutto regolato dalla riforma dei comuni 267/2000, la quale se non andiamo errati prevede già che la presidenza delle commissioni ai consiglieri di minoranza.
Noi ci fermiamo qui, dato che queste cose innescano polemiche infinite, ma rimaniamo consci che l'espressione di tutti, in generale, sia sempre più possibile a qualsiasi livello, e di questo potenziale ci si fa carico dei risultati, delle possibili strumentalizzazioni a cui si va incontro e delle responsabilità degli effetti incontrollati, sempre che non siano quelli desiderati.
Siamo dunque felici di vivere in questa sponda del Mediterraneo, dove è possibile comunicare con una rinnovata e più ampia possibilità.
Meglio dunque un abbondanza di infomazioni che non un deficit.
Meglio dunque vivere in un mondo occidentale dove si ha l'arbitrio di commettere errori e dove parlare non è impossibile, se lo si vuole veramente.
Qui non ci sono rivoluzioni da fare, a meno di quelle dentro di noi.

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giovedì 10 febbraio 2011
DisAggregazioni

Curiosamente, più passa il tempo dal BigBang e più ci si avvicina all'ora X delle elezioni, maggiormente si avverte un potenziale decadimento del supposto processo "costituente" che in molti auspicavano.
Questa sensazione si fa più intensa più ci si addentra nell'orbita delle persone che maggiormente volevano ripacificazione, senso comunitario, partecipazione e che si sono attivate in questo senso.
Si assiste a curiosi scambi di opinioni, che non riportiamo ma che chiunque iscritto allo Spazio Civico Riomaggiorese può comodamente leggere da casa, evitando quantomeno il disagio di assistere di persona a tali performance dall'alto profilo aggregatoriale.
Addirittura parte di queste cose finisce incorrettamente in pasto alla stampa, tra lo sgomento e il disorientamento di quanti non si capacitano più nel capire cosa stia succedendo e a cosa stiano partecipando o se ancora partecipino a qualche cosa.
Il Laboratorio ha cambiato nome, modalità e luoghi, e per questo é stato dato per morto.
Questa sembra un'affermazione falsa, dato che il teatro intero degli avvenimenti é esso stesso un laboratorio. Nessuno poteva prevedere quale sarebbe stata la forma corretta per far ritrovare la popolazione, od una parte di essa, sotto lo stesso tetto.
Quindi il "Laboratorio" all'atto pratico non é assolutamente morto, ma ha cambiato forma, come si addice ad un entità che non vuole soccombere al processo evolutivo delle cose. Infatti nessuno aveva la ricetta perfetta, e il processo di sviluppo é stato euristico.
Fare già adesso una specie di autopsia sembra voler non accettare la realtà che le cose cambiano, sono dinamiche, e non possiamo volerle a tutti costi come vogliamo noi, nel senso più personale del termine. A meno che di non volere un laboratorio ad personam.
Il livello personale, dei personalismi e delle personificazioni delle leadership é senza dubbio la causa dell'indebolimento (non della morte) del processo del Laboratorio 1.0.
Non sembra sia avvenuto nessuno scontro nel piano delle idee, sulle quali tutto sommato si era in sintonia e sulle quali si era egregiamento lavorato, e sulle quali una ulteriore branca del Laboratorio, quello della "Trasversalità", sembra ancora in condizioni di lavorare (forse grazie all'opera assennata della "facilitatrice").
Forse erano i prevedibili limiti di una comunità troppo piccola, dove le relazioni sono strette e troppo si crede di sapere gli uni degli altri, e dove il sospetto che "gli scafisti si mescolassero ai migranti" (ndr. A.F) hanno causato attriti diffusi.
Forse ci sono stati alcuni atteggiamenti ambigui, doppi fini, mancati riconoscimenti, improbabili sdoganamenti, egocentrismi, sindromi da prezzemolo e infine gare di purezza, che bene non hanno fatto, é che sempre hanno avuto origini prettamente personalistiche, parte del resto della natura umana.
Siamo partiti ispirandoci ad antiche pratiche greche inneggianti alla Demos, e siamo finiti in isterismi fanciulleschi, cui manca giusto di sentire "se fai venire lei non ti faccio più amici", "o ti cambi la maglietta o non ti ci porto", "mamma voglio il riso con i piselli ma senza piselli".
Un ulteriore ostacolo é forse stato causato dall'aver mescolato politica, antipolitica, società civile, intenti elettorali e non. Però del resto la frustrazione che procurava il fatto di sapere che non si sarebbe raggiunto l'orgasmo collettivo della Lista, ha demotivato quelli che questo auspicavano, o li ha spinti a muoversi in maniera inconsulta.
Insomma da cotanto sentimento unificatorio iniziale si é finiti quasi a sputi, facendo scuotere il capo a molti, e tutto sommato giustificando il fatto che la Democrazia é più funzionale quando viene applicata draconianamente.
Della politica é stata importata una tipica discrasia, che si manifesta sempre quando chi dice una cosa in realtà vuole esattamente il contrario. Nella fattispecie nell'aver troppo invocato "il bene della causa e della socialità intera" in realtà c'é chi ha lavorato al proprio scopo, creando lo sconquasso.
Come se ne esce?
Bisogna uscirne per forza o gli eventi questi sono e tanto é?
Beh, un po' di doverosa autocritica non fa mai male, e ci siamo anche noi.
Poi bisognerebbe essere abbastanza maturi da non far soccombere la Causa alle nostre ambizioni personali o ai nostri esclusivi progetti ideali.
Per fare questo basterebbe agitarsi di meno, ed ascoltare quel qualcosa che dentro di noi, sommessamente nello stomaco, ci fa sempre capire se facciamo bene o male, ma che spesso non si ascolta perché la nostra voce ci piace troppo.
Ci vorrebbe reale comprensione e riconoscimento reciproco alla pari, e consapevolezza che ci si deve prendere quel famoso pezzo di responsabilità per come andranno le cose, come dice Alessandra.
Dopodichè lavorare sulle idee sarà sempre più facile.
Dunque per chiunque sarà il vincitore della falsamente indesiderata meta, e cioé il Comune, dovrebbe in ogni caso essere una vittoria del "migliore" con il quale si é almeno condiviso un manifesto di intenti.
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lunedì 7 febbraio 2011
PD... un nuovo segretario? NO, un segretario nuovo!
Si vociferava, ma sempre meglio attendere la notizia dal giornale uscita oggi (vecchia di qualche giorno, ma che nel mondo dell'informazione politica è quasi certa).
Dunque il parto non è stato facile, in condizioni di salute precarie, e in una notte buia e tempestosa il PD di Riomaggiore ha partorito un nuovo segretario, sano e con un ottimo curriculum politico, cioè praticamente vergine, e quindi pulito.
Il baldo e giovane trentenne, con il quale il PD ha voluto e dovuto giustamente rinverginarsi si chiama Manuel Gasparini.
Da Riomaggioresi ci conosciamo tutti, e noi lo abbiamo voluto accogliere con questo scherzoso preambolo, per introdurre altre cose che abbiamo da dirgli, e da dire in generale.
Ma prima di tutto, auguri Manuel!
Crediamo veramente che di meglio non si potesse trovare, conoscendo la persona per essere seria, responsabile e intellettualmente onesta. Non essendo presenti alle assemblee che lo hanno eletto possiamo considerare la cosa in due modi.
- Reale volontà riformatrice all'interno del partito.
- Tentativo di dare una nuova veste, ma con una nomenklatura che, nonostante tutto, non molla.
Spesso non esiste una sola spiegazione, ma una cosa è certa, il nuovo segretario ha un bel lavoro di fronte.
A capo del partito più grande e notoriamente più potente non solo in loco, ma in tutta la provincia e regione.
Un partito che ha fatto conquistare a Riomaggiore, nelle ultime elezioni, la palma del più rosso della provincia, a Montaretto ancora non riescono a farsene una ragione.
Un partito che dal nostro comune ha prodotto dirigenti in regione, provincia, comunità montane, presidenze di aree protette, presidenti di cooperative e che è inserito nei gangli della pubblica amministrazione, facendo di Riomaggiore un indiscusso centro di potere. Non citiamo nemmeno che a livello provinciale ha prodotto caratteri che si sono insediati in tutto quello cui era possibile insediarsi a qualsiasi livello.
Un partito che però ha abdicato spesso alla sua presunta anima democratica, per le logiche più tipiche della lottizzazione.
Qui non parliamo di Parco Cinque Terre, parliamo di cose grosse, parliamo di Acam, Asl, Porto, Atc etc etc, realtà al cui confronto la gestione delle Cinque Terre è da chirichietti.
Adesso questo nuovo segretario, nel suo piccolo ma importante territorio, dovrà iniziare un lavoro improbo, quello di riformare un partito, e non un partito qualsiasi... ma il PD!
Avrà innanzi a se scelte dure, perché riformare davvero qualcosa è sempre pericoloso e crea assoluta ingratitudine, oltre che capire se quelli sopra di te sono veramente intenzionati a farti fare quello che c'è da fare e quindi a non pugnalarti alla prima occasione.
Perché si, sono democratici, ma l'inquadramento ha procedure chierico-militari.
Allora c'è solo da pensare una cosa, e siccome la persona è vera, e non un pupo.
Di fronte c'è una grande occasione, quella di un futuro nuovo per il territorio, la gente che lo abita e le istituzioni che lo governano. E un grande partito non può che dare un forte contributo a tutto questo, se al suo interno c'è una direzione nuova e sana.
Non c'è più da ascoltare quelli che parlano sottovoce, quelli che "ti fanno il tubo con la mano nell'orecchio", quelli che parlano incomprensibile per non far capire le loro intenzioni.
Non c'è da seguire quelli che dicono di stare tranquilli che son loro a sapere dove ti portano, ma c'è da esplorare sentieri nuovi, sentieri al cui inizio ci sono cartelli indicatori chiari e schietti.
Non c'è da seguire logiche di partito o di potere, ma princìpi sani, limpidi e non compromettibili.
Non c'è da dar retta a gente che ti dice che "non ti preoccupare che ti verrà il pelo sullo stomaco", perché magari loro il pelo ce l'hanno e te lo vogliono far venire a te, cosicché tu sia sporco come loro, e ti possano tirare dentro al gorgo dei ricatti politici.
C'è da favorire tutto quello che è veramente riformatore, la gente in primis, ma applicando logiche riformatrici a tutto campo, dato che in momenti come questi specialmente non si può fare altro che tagliare col passato, perché è l'unica garanzia che quello che resta sia solido.
C'è da rimanere come si è prima di entrare in certi ruoli, perché è solo rimanendo tali che si può far la differenza.
Omologarsi a "loro", è la prima sconfitta, ma è quanto vogliono, perché per "loro" tutto cambi senza che nulla cambi.
L'augurio è che Manuel Gasparini resti quello che è, e che ha dato prova di essere sempre, ma soprattutto in questi mesi.
Quando, con i suoi colleghi, ha lottato e fatto un ottimo lavoro impedendo che Manario fosse soggiogata da interessi strategici superiori, evitando accordi capestro con Atc e TransVara, intuendo che il gioco delle parti di sindacati, partiti e municipalizzate era a discapito dei lavoratori, percependo che quello che sembrava soccorso era sciacallaggio, imparando a districarsi nelle leggi e negli uffici.
Se per caso ti hanno scelto per farti stare più tranquillo, spiazzali.
Confidiamo dunque che una buona "Penola" non si piegherà a logiche vecchie!
Dunque il parto non è stato facile, in condizioni di salute precarie, e in una notte buia e tempestosa il PD di Riomaggiore ha partorito un nuovo segretario, sano e con un ottimo curriculum politico, cioè praticamente vergine, e quindi pulito.
Il baldo e giovane trentenne, con il quale il PD ha voluto e dovuto giustamente rinverginarsi si chiama Manuel Gasparini.
Da Riomaggioresi ci conosciamo tutti, e noi lo abbiamo voluto accogliere con questo scherzoso preambolo, per introdurre altre cose che abbiamo da dirgli, e da dire in generale.
Ma prima di tutto, auguri Manuel!
Crediamo veramente che di meglio non si potesse trovare, conoscendo la persona per essere seria, responsabile e intellettualmente onesta. Non essendo presenti alle assemblee che lo hanno eletto possiamo considerare la cosa in due modi.
- Reale volontà riformatrice all'interno del partito.
- Tentativo di dare una nuova veste, ma con una nomenklatura che, nonostante tutto, non molla.
Spesso non esiste una sola spiegazione, ma una cosa è certa, il nuovo segretario ha un bel lavoro di fronte.
A capo del partito più grande e notoriamente più potente non solo in loco, ma in tutta la provincia e regione.
Un partito che ha fatto conquistare a Riomaggiore, nelle ultime elezioni, la palma del più rosso della provincia, a Montaretto ancora non riescono a farsene una ragione.
Un partito che dal nostro comune ha prodotto dirigenti in regione, provincia, comunità montane, presidenze di aree protette, presidenti di cooperative e che è inserito nei gangli della pubblica amministrazione, facendo di Riomaggiore un indiscusso centro di potere. Non citiamo nemmeno che a livello provinciale ha prodotto caratteri che si sono insediati in tutto quello cui era possibile insediarsi a qualsiasi livello.
Un partito che però ha abdicato spesso alla sua presunta anima democratica, per le logiche più tipiche della lottizzazione.
Qui non parliamo di Parco Cinque Terre, parliamo di cose grosse, parliamo di Acam, Asl, Porto, Atc etc etc, realtà al cui confronto la gestione delle Cinque Terre è da chirichietti.
Adesso questo nuovo segretario, nel suo piccolo ma importante territorio, dovrà iniziare un lavoro improbo, quello di riformare un partito, e non un partito qualsiasi... ma il PD!
Avrà innanzi a se scelte dure, perché riformare davvero qualcosa è sempre pericoloso e crea assoluta ingratitudine, oltre che capire se quelli sopra di te sono veramente intenzionati a farti fare quello che c'è da fare e quindi a non pugnalarti alla prima occasione.
Perché si, sono democratici, ma l'inquadramento ha procedure chierico-militari.
Allora c'è solo da pensare una cosa, e siccome la persona è vera, e non un pupo.
Di fronte c'è una grande occasione, quella di un futuro nuovo per il territorio, la gente che lo abita e le istituzioni che lo governano. E un grande partito non può che dare un forte contributo a tutto questo, se al suo interno c'è una direzione nuova e sana.
Non c'è più da ascoltare quelli che parlano sottovoce, quelli che "ti fanno il tubo con la mano nell'orecchio", quelli che parlano incomprensibile per non far capire le loro intenzioni.
Non c'è da seguire quelli che dicono di stare tranquilli che son loro a sapere dove ti portano, ma c'è da esplorare sentieri nuovi, sentieri al cui inizio ci sono cartelli indicatori chiari e schietti.
Non c'è da seguire logiche di partito o di potere, ma princìpi sani, limpidi e non compromettibili.
Non c'è da dar retta a gente che ti dice che "non ti preoccupare che ti verrà il pelo sullo stomaco", perché magari loro il pelo ce l'hanno e te lo vogliono far venire a te, cosicché tu sia sporco come loro, e ti possano tirare dentro al gorgo dei ricatti politici.
C'è da favorire tutto quello che è veramente riformatore, la gente in primis, ma applicando logiche riformatrici a tutto campo, dato che in momenti come questi specialmente non si può fare altro che tagliare col passato, perché è l'unica garanzia che quello che resta sia solido.
C'è da rimanere come si è prima di entrare in certi ruoli, perché è solo rimanendo tali che si può far la differenza.
Omologarsi a "loro", è la prima sconfitta, ma è quanto vogliono, perché per "loro" tutto cambi senza che nulla cambi.
L'augurio è che Manuel Gasparini resti quello che è, e che ha dato prova di essere sempre, ma soprattutto in questi mesi.
Quando, con i suoi colleghi, ha lottato e fatto un ottimo lavoro impedendo che Manario fosse soggiogata da interessi strategici superiori, evitando accordi capestro con Atc e TransVara, intuendo che il gioco delle parti di sindacati, partiti e municipalizzate era a discapito dei lavoratori, percependo che quello che sembrava soccorso era sciacallaggio, imparando a districarsi nelle leggi e negli uffici.
Se per caso ti hanno scelto per farti stare più tranquillo, spiazzali.
Confidiamo dunque che una buona "Penola" non si piegherà a logiche vecchie!
giovedì 27 gennaio 2011
Asilo, ancora poca chiarezza...

Ci troviamo ancora a dover commentare un articolo di giornale, uscito ieri 26-01 sul Secolo XIX, in merito all'Asilo Nido e in generale sulle scuole riomaggioresi.
Condividiamo tutto quanto detto e fatto dal Direttore Scolastico Dott.Beretta, che abbiamo conosciuto alle assemblee scolastiche, ed ha sempre fatto quanto promesso, ed é palesemente un uomo che ha un alto senso delle istituzioni e affronta con responsabilità il suo ruolo.
Confermiano che é vero il fatto che il Commissario del Parco ha detto che il nido non é aziendale perché di fatto non ci sono dipendenti, e giustamente ribadisce che un Parco non si può accollare costi sociali che non gli competono.
Qui noi aggiungiamo che non ci sono ragioni che debba essere solo aziendale in ogni caso, vogliamo quindi chiarezza sulla natura del finanziamento percepito dal Comune di Riomaggiore.
A garanzia di tutti, sarebbe auspicabile che diventi un Asilo Nido Comunale, come é stato fatto in molti altri comuni liguri che hanno percepito lo stesso tipo di finanziamento nello stesso anno. In questo modo il personale stesso sarebbe garantito maggiormente, con una piccola coop autonoma, cosa che con le stesse persone di adesso poteva già essere una realtà professionale garantita, mentre ora questo stesso apprezzato personale è in balia delle onde.
Il fatto che ci sia stato un incremento delle nascite é in linea con le statistiche regionali e nazionali di quegli anni, pur rimando opinabile, dargli troppi altri significati, sembra una forzatura.
L'esubero di tre bambini é dovuto principalmente al fatto che non é stata creata quando era necessario la Sezione Primavera presso la Scuola dellInfanzia comunale.
Cosa che la Direzione Scolastica aveva auspicato e sollecitato negli anni scorsi, ma alla quale il Comune di Riomaggiore non ha mai dato ascolto.
In questa maniera si sarebbe risolto il problema della soglia dei 29 imposta dalla Legge Gelmini, e anzi si sarebbe rimodernato l'Asilo Comunale di Riomaggiore, lasciato invece a se stesso.
Siamo arrivati ai punti che i genitori hanno pagato di tasca loro un vetro rotto che il Comune non aveva soldi per comprare.
Il fatto che alla Materna il problema sarebbe i tre bambini che al momento sarebbero potuti essere mandati via non corrisponde al vero.
Difatti se fosse venuto a cadere il supporto della maestra in aggiunta delle cooperative del Parco, si sarebbero dovute rifare le graduatorie in maniera corretta, e questo non era conveniente per molti aspetti e a molte persone, e magari ad alcuni che a Riomaggiore ci lavorano ma non ci vivono.
Quindi favori ai tre bambini nessuno ne ha fatti.
Giustamente si é scelto di mantenere tutti i bambini, quindi con lo sforzo congiunto di Comune di Riomaggiore (nella persona del Commissario La Rosa), della Direzione Scolastica e delle Famiglie si é giunti alla soluzione che la maestra é rimasta fortunatamente al suo posto, quantomeno fino a termine dell'anno scolastico.
Ancora una volta é necessario ribabire, che per la popolazione tutta, l'unica garanzia perché non vengano messi in discussione diritti e servizi garantiti dallo Stato, e che non siano dispensati sotto forma di favore, é che questi siano gestiti dalle autorità di competenza.
Non é infatti pensabile che cose di questo tipo siano gestite con discrezionalità da entità che non garantiscano trasparenza, uguaglianza e rispetto di norme e leggi.
Il questo frangente si debbono ringraziare la Direzione Scolastica e il Commissario Prefettizio, che hanno risposto a quanto successo in maniera responsabile, e i genitori rappresentanti di Istituto che hanno contibuito con molto impegno in tutta questa vicenda.
Per ultima c'é da ringraziare la giovane maestra che ha sempre fatto un ottimo lavoro e non ha mai fatto pesare questa penosa vicenda nel suo operato.
Dunque, ribadendo quanto detto dal Dott. Beretta, per il prossimo anno, le istituzioni preposte, e non altre, dovranno fare il loro mestiere, e dovranno lavorare per risolvere i numerosi problemi sul tavolo.
Per approffondire, ci eravamo già occupati delle problematiche relative agli asili tempo fa.
Un ultima osservazione...
Dire che "la gente pagava poco o niente" non é una cosa corretta, in quanto genera dubbi e pensieri.
Se si intende che qualcuno non pagava, allora che lo si dica.
Se invece, con il fatto che si pagasse poco si vuole dare un'etichetta di profittatori privilegiati agli abitanti di Riomaggiore, questo non é giusto.
Abbiamo sentito troppe volte che questo era gratis, quello si pagava poco etc.
Sempre con l'idea di dipingere la gente in un certo modo scroccone, che non appartiene certo alle Cinque Terre.
Che poi qualche domanda in più se la sarebbero dovuta fare, questo é un altro discorso... Ma allora ben altri avrebbero dovuto farsele, e in luoghi ben piú importanti istituzionalmente e politicamente parlando.
Ma evidentemente anche gli scrocconi in giacca e cravatta non si lamentavano di pagare poco o non pagare affatto.
martedì 25 gennaio 2011
Insostenibilità varie... - - -(aggiornato)- - -
Ha avuto un impatto molto forte l'articolo apparso sul SecoloXIX domenica 23 gennaio, specialmente sulle persone che attendono di sapere quale sarà il loro destino.
Abbiamo cercato di rileggere l'articolo, in quanto non sembrava che ci fossero elementi di sostanziale novità rispetto a quanto dichiarato precedentemente dal Commissario Cosentino.
Per cui proviamo a dare una lettura tra le righe, per cercare, come sempre, una prospettiva diversa, cioè quella che c'è qualcuno che tra le righe deve capire qualcosa, oltre al popolo bue che sussulta.
Già da tempo il Commissario aveva indicato che grossa parte delle convenzioni sarebbero state rivedute, non per una particolare cattiveria, ma per un semplice concetto di competenza. Difatti da subito il Commissario aveva detto che sarebbe stato difficile per lui mantenere tutto quanto al di fuori del normale raggio d'azione del Ministero dell'Ambiente, citando servizi normalmente di competenza dei Comuni (asilo, anziani, mobilità) se non di gestione squisitamente discrezionale di cooperative indipendenti.
Si gioca ancora sui numeri, in quanto, a detta delle cooperative stesse, la cifra finale si attesterebbe sulle 140 unità escluso gli stagionali, escluse le cooperative di Vernazza e Monterosso, che per una certa mantenuta indipendenza hanno conservato sane le tasche.
Comunque si calca la mano prospettando che da 220 occupati si passerà a 30.
Questa informazione è un pochino insostenibile, nel senso "psicologico" del termine, se la legge uno che aspetta notizie gli viene un colpo, senza che venga aggiunto che le convenzioni restanti possono essere sottoscritte dal Comune di Riomaggiore.
Rileggendo ancora si percepisce una forte pregnanza della CGIL, che il 29 settembre è atterrata col primo Jet a Riomaggiore, che evidentemente relaziona alla giornalista una serie di questioni.
La Mastrantonio rimprovera il Commissario di aver dato frettolose dichiarazioni, dicendo che i bilanci erano apposto, ma che adesso forse la realtà è ben diversa.
Viene ricordato al Commissario Cosentino che era diretto responsabile del Parco, in quanto era Direttore Generale del Ministero, addirittura viene ricordato come anche nell'Area Marina Protetta, vi fossero esperti del ministro vicini a lui, come tale Viviana Palanca, considerata a lui vicina, e che avrebbe partecipato a meeting internazionali (qualche genio ha evidentemente messo "Cosentino Palanca" su google).
Che sorta di messaggio può essere questo?
Un altro esempio, dopo vari appelli alle istituzioni, l'ultimo paragrafo contiene un ulteriore messaggio criptato:
la situazione sta diventando calda, e qualcuno potrebbe rivelare cose sconvenienti, tipo che c'erano persone a libro paga che di fatto non venivano a lavorare, e che pure qualche consulente della Capitale si è cuccato belle palanche a fronte di non si sa bene quale consulenza.
In questo cosa leggiamo?
C'è qualcuno che è meglio che stia zitto o qualcuno che deve far qualcosa?
Potrebbe spuntare il nome di qualche politico locale o regionale, che magari adesso è troppo timido?
C'è un tentativo di imbrigliare il Commissario Cosentino con informazioni al momento in possesso di pochi?
Se questa è la propositiva collaborazione, beh, sembra insostenibile, dal punto di vista diplomatico.
Sempre sotto virgolette della Mastrantonio si fa un ragionamento per il quale il Commissario Cosentino sta facendo grossi errori a smantellare grossa parte del sistema Parco senza alternative e senza aver dato certezze sui bilanci.
Paradossalmente forse Cosentino sta preparando l'unica strada percorribile, cioè appurato che le convenzioni sono di fatto non sostenibili economicamente e legalmente per l'Ente Parco, egli sa bene che solo il Comune di Riomaggiore potrà mettere una pezza a questo intrico di rapporti socio economici, e se non si arriverà a tal momento con la situazione in chiaro probabilmente nessuno potrà salvare nulla dell'intero sistema. A questo punto se si procedesse con convenzioni fasulle il rischio di un provvedimento degli organi di controllo superiori sarebbe irrimediabile e il sistema imploderebbe.
Siamo certi che forse Cosentino ora avrà un'idea più precisa del bilancio, e se adopera certe scelte non lo fa con spregiudicatezza, ma dall'alto della sua esperienza.
Quando sarà noto a tutti, forse si potrà fare anche un resoconto socio-economico del successo del Parco, che non può essere ridotto all'afflusso turistico.
Anche noi eravamo molto critici, ma abbiamo constatato un atteggiamento assolutamente pragmatico e realista del Commissario, atteggiamento che è l'unico a garantire, dato lo scenario da amministrazione creativa che si è presentato, un punto fermo dal quale ripartire.
Sul giornale si dice che Cosentino segua un input da Roma: tagliare.
A noi sembra leggermente diverso, l'input sembra dire: resistere, non fare bancarotta, limita i danni, altrimenti anche il Ministero ne esce a pezzettini.
Effettivamente non si capisce perché ancora oggi, dato che l'inchiesta giudiziaria riguarda il COMUNE DI RIOMAGGIORE e non il PARCO NAZIONALE, se non nella misura in cui le concause hanno determinato le dimissioni del solo presidente, e null'altro del Parco è stato intaccato.
Evidentemente il Commissario al suo arrivo pensava di trovare una situazione meno compromessa.
Difatti la volontà del Commissario è sembrata propositiva, dando disponibilità da subito di finanziare capitoli di spesa di sua competenza, aveva infatti messo a disposizione finanziamenti alla cooperativa Sentieri e Terrazze per il ripristino dei sentieri.
Mentre non si parla della Cooperativa Via Dell'Amore, che è quella più importante, alla quale parecchie convenzioni possono essere revocate, ed è quella con in carico ben 98 persone, si introduce un nuovo attore, la cooperativa Turismo Sostenibile, che nessuno ha mai sentito nominare, ma la quale ha pronto anche un business plan.
Questa sarebbe un'altra cosa insostenibile, che adesso, che il disastro è fatto, emergessero nuove entità pronte a gettarsi sui nuovi appalti, lasciando indietro i ragazzi delle vecchie cooperative, in attesa di sindacati, sentenze, e speranze.
Questo forse al Commissario Cosentino lo potremmo chiedere:
Chi è la coop TURISMO SOSTENIBILE?
Perché se fosse che è roba che viene da lontano e che magari ha sede a Roma o cose simili... beh... non sarebbe molto sostenibile.
Un'altra cosa la vorremmo chiedere al Commissario Cosentino:
Faccia squadra con il Commissario La Rosa, preparate tutto quanto necessario perché da subito, il nuovo Sindaco, chiunque egli sia, sia in grado di procedere immediatamente in soccorso delle Cooperative.
Siamo da oltre 120giorni senza forma di governo locale, arriveremo alle elezioni a stagione cominciata, anche se esula da quanto di vostra competenza in quanto Commissari, è però necessario che Voi, di comune intesa, prepariate possibili soluzioni che le nuove amministrazioni possano rendere operative da subito.
MODIFICA A POST PER ULTIME NOTIZIE - 25-01-11
Apprendiamo dal sito SpeziaPolis, a cui è evidentemente balzato all'occhio come a noi l'entrata in campo di una nuova cooperativa che prima mai era stata menzionata, e sulla quale addirittura troviamo una Visura Camerale di suddetta cooperativa.
Per dovere di "cronaca", e con scusa al Commissario Cosentino se abbiamo pensato che favorisse entrate di Cooperative "foreste", vi proponiamo la lettura di tale documento:
COOPERATIVA "TURISMO SOSTENIBILE" VISURA CAMERALE (CLICCARE).
Non abbiamo chiesto il permesso di linkare a Speziapolis, se non va bene lo toglieremo.
Abbiamo cercato di rileggere l'articolo, in quanto non sembrava che ci fossero elementi di sostanziale novità rispetto a quanto dichiarato precedentemente dal Commissario Cosentino.
Per cui proviamo a dare una lettura tra le righe, per cercare, come sempre, una prospettiva diversa, cioè quella che c'è qualcuno che tra le righe deve capire qualcosa, oltre al popolo bue che sussulta.
Già da tempo il Commissario aveva indicato che grossa parte delle convenzioni sarebbero state rivedute, non per una particolare cattiveria, ma per un semplice concetto di competenza. Difatti da subito il Commissario aveva detto che sarebbe stato difficile per lui mantenere tutto quanto al di fuori del normale raggio d'azione del Ministero dell'Ambiente, citando servizi normalmente di competenza dei Comuni (asilo, anziani, mobilità) se non di gestione squisitamente discrezionale di cooperative indipendenti.
Si gioca ancora sui numeri, in quanto, a detta delle cooperative stesse, la cifra finale si attesterebbe sulle 140 unità escluso gli stagionali, escluse le cooperative di Vernazza e Monterosso, che per una certa mantenuta indipendenza hanno conservato sane le tasche.
Comunque si calca la mano prospettando che da 220 occupati si passerà a 30.
Questa informazione è un pochino insostenibile, nel senso "psicologico" del termine, se la legge uno che aspetta notizie gli viene un colpo, senza che venga aggiunto che le convenzioni restanti possono essere sottoscritte dal Comune di Riomaggiore.
Rileggendo ancora si percepisce una forte pregnanza della CGIL, che il 29 settembre è atterrata col primo Jet a Riomaggiore, che evidentemente relaziona alla giornalista una serie di questioni.
La Mastrantonio rimprovera il Commissario di aver dato frettolose dichiarazioni, dicendo che i bilanci erano apposto, ma che adesso forse la realtà è ben diversa.
Viene ricordato al Commissario Cosentino che era diretto responsabile del Parco, in quanto era Direttore Generale del Ministero, addirittura viene ricordato come anche nell'Area Marina Protetta, vi fossero esperti del ministro vicini a lui, come tale Viviana Palanca, considerata a lui vicina, e che avrebbe partecipato a meeting internazionali (qualche genio ha evidentemente messo "Cosentino Palanca" su google).
Che sorta di messaggio può essere questo?
Un altro esempio, dopo vari appelli alle istituzioni, l'ultimo paragrafo contiene un ulteriore messaggio criptato:
la situazione sta diventando calda, e qualcuno potrebbe rivelare cose sconvenienti, tipo che c'erano persone a libro paga che di fatto non venivano a lavorare, e che pure qualche consulente della Capitale si è cuccato belle palanche a fronte di non si sa bene quale consulenza.
In questo cosa leggiamo?
C'è qualcuno che è meglio che stia zitto o qualcuno che deve far qualcosa?
Potrebbe spuntare il nome di qualche politico locale o regionale, che magari adesso è troppo timido?
C'è un tentativo di imbrigliare il Commissario Cosentino con informazioni al momento in possesso di pochi?
Se questa è la propositiva collaborazione, beh, sembra insostenibile, dal punto di vista diplomatico.
Sempre sotto virgolette della Mastrantonio si fa un ragionamento per il quale il Commissario Cosentino sta facendo grossi errori a smantellare grossa parte del sistema Parco senza alternative e senza aver dato certezze sui bilanci.
Paradossalmente forse Cosentino sta preparando l'unica strada percorribile, cioè appurato che le convenzioni sono di fatto non sostenibili economicamente e legalmente per l'Ente Parco, egli sa bene che solo il Comune di Riomaggiore potrà mettere una pezza a questo intrico di rapporti socio economici, e se non si arriverà a tal momento con la situazione in chiaro probabilmente nessuno potrà salvare nulla dell'intero sistema. A questo punto se si procedesse con convenzioni fasulle il rischio di un provvedimento degli organi di controllo superiori sarebbe irrimediabile e il sistema imploderebbe.
Siamo certi che forse Cosentino ora avrà un'idea più precisa del bilancio, e se adopera certe scelte non lo fa con spregiudicatezza, ma dall'alto della sua esperienza.
Quando sarà noto a tutti, forse si potrà fare anche un resoconto socio-economico del successo del Parco, che non può essere ridotto all'afflusso turistico.
Anche noi eravamo molto critici, ma abbiamo constatato un atteggiamento assolutamente pragmatico e realista del Commissario, atteggiamento che è l'unico a garantire, dato lo scenario da amministrazione creativa che si è presentato, un punto fermo dal quale ripartire.
Sul giornale si dice che Cosentino segua un input da Roma: tagliare.
A noi sembra leggermente diverso, l'input sembra dire: resistere, non fare bancarotta, limita i danni, altrimenti anche il Ministero ne esce a pezzettini.
Effettivamente non si capisce perché ancora oggi, dato che l'inchiesta giudiziaria riguarda il COMUNE DI RIOMAGGIORE e non il PARCO NAZIONALE, se non nella misura in cui le concause hanno determinato le dimissioni del solo presidente, e null'altro del Parco è stato intaccato.
Evidentemente il Commissario al suo arrivo pensava di trovare una situazione meno compromessa.
Difatti la volontà del Commissario è sembrata propositiva, dando disponibilità da subito di finanziare capitoli di spesa di sua competenza, aveva infatti messo a disposizione finanziamenti alla cooperativa Sentieri e Terrazze per il ripristino dei sentieri.
Mentre non si parla della Cooperativa Via Dell'Amore, che è quella più importante, alla quale parecchie convenzioni possono essere revocate, ed è quella con in carico ben 98 persone, si introduce un nuovo attore, la cooperativa Turismo Sostenibile, che nessuno ha mai sentito nominare, ma la quale ha pronto anche un business plan.
Questa sarebbe un'altra cosa insostenibile, che adesso, che il disastro è fatto, emergessero nuove entità pronte a gettarsi sui nuovi appalti, lasciando indietro i ragazzi delle vecchie cooperative, in attesa di sindacati, sentenze, e speranze.
Questo forse al Commissario Cosentino lo potremmo chiedere:
Chi è la coop TURISMO SOSTENIBILE?
Perché se fosse che è roba che viene da lontano e che magari ha sede a Roma o cose simili... beh... non sarebbe molto sostenibile.
Un'altra cosa la vorremmo chiedere al Commissario Cosentino:
Faccia squadra con il Commissario La Rosa, preparate tutto quanto necessario perché da subito, il nuovo Sindaco, chiunque egli sia, sia in grado di procedere immediatamente in soccorso delle Cooperative.
Siamo da oltre 120giorni senza forma di governo locale, arriveremo alle elezioni a stagione cominciata, anche se esula da quanto di vostra competenza in quanto Commissari, è però necessario che Voi, di comune intesa, prepariate possibili soluzioni che le nuove amministrazioni possano rendere operative da subito.
Concludendo l'analisi di questo strano articolo apparso oltretutto di domenica, ci sembrava una specie di fuoco di artiglieria preparatoria.
Oggi, lunedì abbiamo capito meglio, il giudice Panico si doveva esprimere sui 7 dipendenti che hanno fatto vertenza, fortunatamente il loro ricorso è stato accolto e saranno reintegrati a lavorare.
Piccola ma importante vittoria per la CGIL, siamo sicuri che domani i giornali titoleranno la grossa vittoria del sindacato, sbarcato come Cristoforo Colombo in nuove terre da evangelizzare.
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Apprendiamo dal sito SpeziaPolis, a cui è evidentemente balzato all'occhio come a noi l'entrata in campo di una nuova cooperativa che prima mai era stata menzionata, e sulla quale addirittura troviamo una Visura Camerale di suddetta cooperativa.
Per dovere di "cronaca", e con scusa al Commissario Cosentino se abbiamo pensato che favorisse entrate di Cooperative "foreste", vi proponiamo la lettura di tale documento:
COOPERATIVA "TURISMO SOSTENIBILE" VISURA CAMERALE (CLICCARE).
E noi che pensavamo a Roma...
Non abbiamo chiesto il permesso di linkare a Speziapolis, se non va bene lo toglieremo.
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